Chi vuole vedere la mamma”faccia un passo avanti”

Chi vuole vedere la mamma”faccia un passo avanti”

Il dottor Mengele una fredda mattina di novembre del 1944 si presentò nella baracca 11 di Auschwitz-Birkenau e disse: ”Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti”: con questo inganno selezionò venti bambini ebrei tra i 5 e i 12 anni, dieci maschi e dieci femmine, e dal campo di sterminio di Auschwitz li manda a quello di Neuengamme. Lì un altro medico nazista, Kurt Heissmeyer, aveva richiesto cavie umane per esperimenti sulla tubercolosi.

Josef Mengele fu il dottor-morte, colui che oggi è meglio conosciuto come “l’angelo della morte” o “l’angelo nero di Auschwitz”, colui che sterminò migliaia di ebrei, utilizzandoli come cavie umane, in esperimenti indicibili, volti a ricercare il geme per la creazione di quella che, nel delirio nazista, doveva essere la pura razza ariana.

Inizia così la tragica vicenda di queste piccole vittime, provenienti da diversi paesi europei: Francia, Olanda, Jugoslavia, Italia e Polonia. Il dottor Kurt Heissmeyer diede inizio ai suoi esperimenti nel gennaio del 1945. Il 20 aprile, l’esperimento era fallito, i bambini erano malati e stremati e gli inglesi erano alle porte. Da Berlino giunse l’ordine di trasferirli nella scuola amburghese di Bullenhuser Damm e di eliminarli.

Un’ora prima di mezzanotte ebbe inizio il loro massacro. Dopo aver subito dolorosi quanto inutili esperimenti medici, i bambini vengono impiccati nei sotterranei della scuola di Bullenhuser Damm, ad Amburgo.

Quella stessa notte i cadaveri dei bambini da Bullenhuser Damm furono nuovamente trasferiti a Neuengamme e cremati.

Durante il processo ai responsabili della strage, durante la deposizione del 29 marzo 1946, racconterà :

  • Avvocato Lappenberg: Cosa accadde dopo che ai bambini fu fatta l’iniezione? Lei ha detto che i bambini si addormentatarono. Che cosa accadde dopo?
  • Frahm: Furono tutti coricati in una stanza.
  • Lappenberg: Lei li vide coricati nella stanza?
  • Frahm: Sì, dormivano e non si svegliarono mai più.
  • Lappenberg: Come faceva a sapere che erano morti?
  • Frahm: Chiunque poteva rendersene conto.
  • Lappenberg: Che genere di iniezione fu loro fatta?
  • Frahm: Non so dire.
  • Lappenberg: I bambini morirono in seguito all’iniezione o in altro modo?
  • Frahm: Morirono in seguito all’iniezione. Alcuni furono poi impiccati.
  • Lappenberg: Quando furono impiccati?
  • Frahm: Subito dopo.
  • Lappenberg: Chi li impiccò?
  • Frahm: Il dottor Trzebinski e io partecipammo.
  • Lappenberg: Lei ha detto ‘subito dopo’. Che cosa intende dire?
  • Frahm: Significa che li impiccammo dopo un quarto d’ora se respiravano ancora, ma non so dire con certezza se davvero si trattasse di un quarto d’ora o di meno o di più.
  • Lappenberg: Chi mise la corda al collo dei bambini?
  • Frahm: Io.
  • Lappenberg: Chi le ha dato l’ordine di andare nella cantina?
  • Frahm: Jauch. Oberscharführer Jauch ».

Durante un interrogatorio nel 1946 Frahm dichiara “di aver appeso i bambini a un gancio come quadri alla parete”.

Tra i venti bambini uccisi c’è anche un piccolo italiano, Sergio de Simone, nato a Napoli il 29 novembre 1937 aveva 7 anni (si vede al centro nella fotografia). Dopo l’entrata in vigore delle leggi razziali del governo Mussolini, la mamma di Sergio ripara nella casa di famiglia in Istria, ma viene tradita da un fascista. Dal campo di San Sabba a Trieste, Sergio viene deportato ad Auschwitz con la mamma, la nonna, la zia e due cuginette

Ex prigionieri avevano fatto un elenco con i nomi dei bambini. Nel 1945 questo elenco fu stampato nel libro “Rapport fra Neuengamme”.

Il 18 marzo 1946, ad Amburgo, il Tribunale Militare britannico diede inizio al primo stralcio del Curio-Haus Prozesse, dal nome delle sale del Curio-Haus preservate dai bombardamenti.Sul banco degli imputati erano presenti 14 ufficiali delle SS, accusati dei crimini perpetrati nel KZ Neuengamme e nel sottocampo di Bullenhuser Damm e responsabili del massacro di questi 20 innocenti, che si concluse con la loro condanna a morte per impiccagione il 3 maggio. Solo 11 di loro furono giustiziati, gli altri tre rimasero impuniti.

Rimanevano a piede libero ancora tre latitanti: il dottor Kurt Heissmeyer, il dottor Hans Klein e il comandante dell’“operazione Bullenhuser Damm”, Arnold Strippel.

Il dottor Hans Klein, patologo, che aveva partecipato alla sperimentazione, dopo la fine delle ostilità s’era dato alla macchia ed era riuscito, inspiegabilmente, a far perdere le sue tracce. Terminata la guerra e con essa i processi ai vari criminali, era ricomparso e aveva ripreso la sua vita normale; ottenne perfino un incarico dall’Università di Heidelberg, in qualità di docente alla facoltà di patologia. Nessuno si ricordò dei suoi misfatti, è così condusse un’esistenza tranquilla fino alla morte nel 1984.

Nel 1996 è stato inaugurato a Verona un parco giochi con il giardino delle rose dedicato a Sergio De Simone, dal 1997 una scuola a Napoli porta il suo nome. Nel 2007 un parco nel centro di Milano è dedicato ai 20 bambini uccisi. A Eindhoven nei Paesi Bassi c’è il parco per ricordare i fratelli Hornemann. Da anni c’è in Francia una mostra itinerante. Nel museo di Auschwitz e in molti memoriali in tutto il mondo vengono presentate le biografie dei bambini.

Di fronte alla scuola di Bullenhuser Damm (oggi ribattezzata Janusz Korczak Schule) c’è una lapide nel roseto che reca la seguente scritta: “Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani parla”

Articolo di: Antonio Schivardi



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