La villa dei papiri: Ultima biblioteca del mondo antico

La villa dei papiri: Ultima biblioteca del mondo antico

Sepolto sotto una trentina di metri di materiale vulcanico, un immenso tesoro è rimasto nascosto ad Ercolano per 1700 anni, l’unica grande biblioteca del mondo antico sopravvissuta praticamente intatta.

Nel corso di diverse campagne di ricerca sono stati trovati circa 1800 papiri, conservati in una lussuosa villa della cittadina costiera. Da allora la dimora è conosciuta come Villa dei Papiri.

Alcuni dei rotoli erano disposti sugli scaffali di una piccola stanza, altri imballati in capsule, scatole da viaggio per i rotoli di papiro, forse pronti per essere portati via, o forse messi al riparo durante le opere di ristrutturazione che erano in corso nella villa, quando il terremoto del 79 dC. la nascose sotto una spesso strato di fango, a cui si aggiunse la lava colata durante le successive eruzioni.

Lo splendore della villa, ornata da maestose sculture in bronzo e in marmo, evidentemente proprietà di qualche illustre esponente della nobiltà romana, fece nascere in molti studiosi la speranza di trovare testi dell’antichità classica andati perduti (che sono circa il novantanove per cento della letteratura greca antica, e poco meno di quella latina).

Il prezioso patrimonio è stato però fonte anche di grandi frustrazioni per i ricercatori, perché il tentativo di srotolare e leggere i papiri li ha spesso danneggiati o distrutti completamente. I papiri di Ercolano si erano salvati perché sepolti in un ambiente totalmente privo di umidità, ma proprio perché così asciutti, il tentativo di srotolarli rischiava di mandarli in polvere. Negli ultimi 250 anni sono stati usati metodi diversi per ovviare al problema, la maggior parte dei quali ha provocato gravi danni.

La Villa dei Papiri fu costruita dal suocero di Giulio Cesare, Lucio Calpurnio Pisone, ricco e potente uomo politico. La sua enorme dimora a tre piani sorgeva proprio a strapiombo sull’incantevole baia, con una strepitosa vista su Capri e Ischia. La villa, tra l’altro, aveva una magnifica piscina, contornata da giardini e da porticati, talmente magnifica da suscitare l’interesse del miliardario statunitense  J. Paul Getty , che a Los Angeles ne costruì una replica, per ospitare la sua collezione d’arte.

I papiri che fino ad ora sono stati analizzati e letti sono tutti testi di filosofia greca, prevalentemente attribuiti al filosofo epicureo Filodemo di Gadara. Tra le centinaia di papiri ancora non aperti potrebbero esserci preziosi “tesori”, come le copie di testi completi di un filosofo importante come Epicuro, delle cui opere originali non rimangono che pochi frammenti.

Circa tre quarti della Villa dei Papiri non è ancora stata esplorata. Solo negli anni ’90 gli archeologi si resero conto della presenza di due livelli inferiori, potenzialmente ricchi di ulteriori e sorprendenti reperti. Purtroppo, non sono previsti scavi nella Villa di Lucio Calpurnio Pisone in un prossimo (e forse neanche lontano) futuro: una rinuncia ad un patrimonio storico-culturale dal valore incalcolabile, sepolto per sempre dalla furia del Vesuvio.

Articolo di: Filippa Marinetti



Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento

Raccomandate on line