Viene arrestato Felice Ippolito il padre del nucleare Italiano

Viene arrestato Felice Ippolito il padre del nucleare Italiano

Felice Ippolito nel 1952 è Segretario generale del Comitato Nazionale per le Ricerche Nucleari, divenuto poi Comitato nazionale per l'energia nucleare(C.N.E.N.) nel 1960.

Il Comitato da lui amministrato non aveva personalità giuridica e non era per questo in grado di gestire risorse economiche. Nonostante questo Ippolito fu in grado di attuare diversi progetti di sviluppo del settore nucleare, tra cui le centrali di Latina, del Garigliano e di Trino Vercellese.

L'Italia è in quel periodo il terzo paese al mondo per produzione di energia dal nucleare e dispone di competenze e know-how molto avanzate. Ippolito mira a rendere la nazione indipendente dal punto di vista energetico.

Nell'agosto del 1963 indiscrezioni giornalistiche sollevano dubbi sulla correttezza dell'operato di Ippolito all'amministrazione del comitato. Tutto parte da una serie di articoli a firma dell'onorevole Giuseppe Saragat, che attacca direttamente la gestione del C.N.E.N.

Nei mesi seguenti viene avviata una indagine ministeriale e si occupa della questione Giovanni Leone, che anni dopo diventerà Presidente della repubblica.

Il 3 marzo 1964 viene arrestato per presunte irregolarità amministrative del CNEN. In particolare, gli vengono contestati reati marginali come l'uso personale di un'auto di servizio e la distribuzione di valigette in finta pelle come gadget in un evento stampa ma anche i reati di falso continuato in atti pubblici, peculato continuato e aggravato, interesse privato in atti d'ufficio, abuso d'ufficio.

Ne segue un processo discusso, molto sentito dall'opinione pubblica e dalla stampa, che culmina con la condanna di Ippolito a 11 anni di carcere: è il famoso "caso Ippolito".

L'Italia e il mondo politico sono divisi. I fatti contestati sono dubbi e di modesta entità, mentre la condanna è pesantissima, e molti ritengono che la vicenda giudiziaria sia una farsa per togliere di mezzo Ippolito e stroncare la nascente industria nucleare italiana in favore della potente filiera petrolifera.

Inoltre i primi dubbi sollevati nell'agosto del 1963 dal leadersocial democratico Giuseppe Saragat vengono rilanciati dalla stampa di destra legata a gruppi industriali - quali l'Edison- che avevano perso il monopolio della produzione di energia elettrica a seguito della nazionalizzazione e della creazione dell'Enel, di cui Ippolito era stato un fervente promotore. Si parla anche di un clima intimidatorio verso i testimoni della difesa.

Dopo avere trascorso due anni di prigione, riceve la graziadallo stesso Saragat, nel frattempo divenuto Presidente della Repubblica, mentre i programmi nucleari vengono sensibilmente ridimensionati da ENEL, una volta terminata la nazionalizzazione elettrica nel 1963.

Articolo di: Pietro Frattini



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