Il genocidio dei bambini disabili

Il genocidio dei bambini disabili

L'Olocausto non fu il primo sterminio di massa perpetrato dal nazifascismo: infatti, già due anni prima dall'inizio delle deportazioni, il regime di Hitler aveva avviato un programma di genocidio ben strutturato, i cui metodi furono di ispirazione per i campi di sterminio degli ebrei: il nome del programma era Aktion T4.

Ad animare il progetto non fu l'odio diretto verso un popolo straniero, bensì contro un particolare gruppo di connazionali tedeschi, considerati comunque geneticamente "inferiori" e per questo condannati ad una fine atroce: i disabili.

Aktion T4 fu un programma di eugenetica tenuto nascosto ai più: lo stesso nome prese ispirazione dall'indirizzo in cui aveva sede: 4 Tiergartenstraße, Berlino. Le basi ideologiche si ritrovano nello stesso manifesto ideologico del nazifascismo, il "Mein Kampf": in esso, l'obiettivo di "igiene razziale" si declinava anche nel senso di preservare esclusivamente i "bambini generosi sani".

Tale proposito fu implementato già all'indomani dell'ascesa di Hitler al potere nel 1933, attraverso la sterilizzazione forzata di 400.000 disabili fisici e mentali.

Per decreto tutti i medici, infermieri e ostetriche dovevano segnalare i bambini di età inferiore ai 3 anni affetti da grave disabilità mentale o fisica, i cui genitori furono incoraggiati ad internare i figli malati in una delle sei cliniche pediatriche appositamente designate in Germania e Austria.

All'inizio, i medici e gli amministratori della clinica includevano solo neonati e bambini piccoli nell'operazione, ma ben presto furono internati anche i ragazzi fino ai 17 anni, ed in breve la misura fu allargata anche ai disabili adulti.

Fu Bouhler ad escogitare lo stratagemma del "bagno e disinfezione" per far credere alle vittime che era una procedura di igiene per tenere tranquille le vittime il più a lungo possibile: un metodo che fu anche adottato contro gli ebrei.

Il bilancio finale fu di 300.000 vittime, tutte tedesche o austriache, la metà delle quali bambini.

Bisogna però ricordare che la prima legge sulla sterilizzazione forzata (che riguardava tutta la popolazione) entrò in vigore nel 1907 nell’Indiana negli Stati Uniti. Era un periodo storico dove tale pratica era diffusa anche in stati come Svezia, Norvegia, Danimarca e Finlandia, diffusa al punto che al processo di Norimberga ai tedeschi non fu contestata come crimine contro l’umanità la campagna di sterilizzazione forzata attuata in Germania a partire dal 1938.

Articolo di: Pietro Frattini



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