Fondazione della Apple

Fondazione della Apple

Il 1 aprile 1976 Steve Jobs e Steve Wozniak fondano la Apple, prendendo come socio di minoranza il più anziano Ronald Wayne che ha già esperienza in campo imprenditoriale, e iniziano ad assemblare i primi computer che erano stati preordinati da The Byte Shop, il loro primo cliente, che avevano convinto mostrandogli dei prototipi funzionanti.

I ragazzi (all’epoca Wozniak ha 26 anni e Jobs ha 21 anni) fanno di tutto per poter acquistare i componenti necessari (compreso vendere la calcolatrice scienfica HP di Wozniak e il furgone Volkswagen di Jobs) e prendono possesso del garage della famiglia di Jobs, dove possono lavorare indisturbati. Nel mese di giugno riescono a consegnare i computer e a ricevere il primo pagamento.

I computer vengono forniti senza telaio. Chi acquista il computer provvede in proprio a realizzare l'alloggiamento. Alla fine vengono costruiti 200 esemplari di Apple I.

Wozniak intanto sta già pensando al prossimo computer. Molte delle scelte progettuali del primo sono dovute alle limitazioni economiche che Wozniak dovette affrontare durante lo sviluppo del prototipo, ma ora, dopo avere venduto i primi computer, Wozniak ha più risorse a disposizione e inizia a progettare l'Apple II, che sarà un radicale miglioramento del predecessore.

La progettazione di questo computer si sta rivelando molto più costosa del previsto e iniziano a mancare i soldi. Jobs chiede a Wayne di impegnarsi economicamente, ma Wayne, scottato da un fallimento avvenuto qualche anno prima, si rifiuta e lascia la Apple. Jobs contatta così Mike Markkula il quale, fiducioso nel progetto, investe 250.000 dollari nella neonata azienda.

Una delle differenze fondamentali è il circuito TV completamente ridisegnato: ora visualizza i dati contenuti nella memoria del computer e non stringhe di testo inviategli dal processore. L'Apple II può visualizzare anche grafica, non solo semplice testo, ed è in grado di utilizzare anche dei colori. Jobs insiste per la realizzazione del case e di una tastiera  migliori dell'Apple I. L'idea di Jobs è che il computer una volta tirato fuori dalla scatola debba essere pronto e subito funzionante, senza software da programmare o parti da montare. Questo computer è effettivamente un grande miglioramento rispetto al computer venduto a The Byte Shop, ma non è ancora completo e bisogna anche scrivere il BASIC per consentire agli utenti di programmarlo.

E’ l’inizio della leggenda di Apple che ancora oggi è un fenomeno di successo planetario.

Quando nel 1997, dopo un esilio durato quasi dieci anni, Steve Jobs riprese in mano Apple, l’azienda stava per fallire. Il lavoro di Jobs, che avviò un profondo processo di ristrutturazione aziendale, puntò soprattutto ad una radicale innovazione dei prodotti, con il lancio inizialmente dell’iMac nel 1998 e l’anno successivo dell’iBook. Novità che restituiscono ad Apple un bilancio finalmente solido, la base finanziaria che permise a Steve Jobs di avventurarsi nelle innovazioni più rischiose: i primi Apple Store, nel 2001, e sempre nello stesso anno iPod e iTunes, che rivoluzionano il modo di ascoltare musica.

Dieci anni dopo il rischio fallimento, il valore delle azioni di Apple è decuplicato, e così Jobs cala l’asso: cambia il nome alla societa’, da Apple Computers ad Apple Inc., coerentemente con la nuova mission produttiva, non più i computer appunto, ma lo smarthone. Nel 2007, anno del lancio del primo iPhone, Apple vendette 1,39 milioni di smartphone, per un fatturato inferiore ai 20 miliardi di dollari e utili per appena 2 miliardi. Nel 2015, anno record, gli iPhone venduti sono stati 231,2 milioni, per un fatturato di 155 miliardi di dollari. L’anno scorso, invece, le vendite hanno toccato quota 229 miliardi e gli utili si sono attestati a 48,4 miliardi, trasformando Apple nella società più redditizia del listino statunitense. Un risultato che dimostra la ‘bontà’ della decisione di Cupertino di scommettere su prodotti più costosi.

L’azienda di Cupertino è stata la prima società quotata della borsa americana nella storia a superare la soglia dei 1000 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Articolo di: Alfredo Adamo



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