Le origini dell’Isola Tiberina

Le origini dell’Isola Tiberina

Affiora dalle acque del fiume Tevere questa piccolissima isola al centro della storia di Roma fin dalla sua fondazione. L’Isola Tiberina lunga poco più di 300 metri e larga non più di 90, è collegata alle sponde del Tevere da due ponti: verso Trastevere dal ponte Cestio e in direzione del Ghetto dal ponte Fabricio.

Un’isola a forma di nave nel bel mezzo del Tevere formatasi per l’accumulo di sabbie, ma la leggenda racconta un’altra storia. Dobbiamo tornare all’epoca dei Re, più precisamente al 509 a.C. quando, spodestato Lucio Tarquinio Superbo l’ultimo re di Roma, il popolo, in segno di odio verso il tiranno, gettò nel Tevere l’enorme deposito di grano del re, così abbondante da formare un’isoletta.

Ma un’altra storia spiegherebbe la curiosa forma che ricorda un’imbarcazione. Tra il 295 e il 293 a.C. una terribile epidemia aveva colpito Roma e i sacerdoti, dopo aver consultato i libri sibillini, inviarono una delegazione ad Epidauro, luogo di culto di Esculapio, dio della medicina. La spedizione arrivata nel santuario greco ricevette in dono un serpente, animale caro al dio. All’altezza dell’Isola Tiberina, il serpente spiccò un salto e nel punto in cui si rifugiò fu innalzato un tempio dedicato ad dio, la pestilenza cessò e l’isola stessa fu sistemata architettonicamente come una nave con prua e poppa, e nel mezzo un obelisco rappresentante l’albero maestro.

Le antiche tradizioni mediche vennero conservate e l’isola Tiberina divenne nel medioevo un luogo di cura, e continuano ancora oggi, con l’ospedale “Fatebenefratelli” e l'Ospedale Israelitico.

Articolo di: Filippa Marinetti



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