La fucilazione dell’attrice Luisa Ferida

La fucilazione dell’attrice Luisa Ferida

Luisa Ferida, pseudonimo di Luigia Manfrini Farné, è stata una delle più note e capaci attrici del cinema italiano nel decennio 1935-1945.

A soli 31 anni ed incinta di un bambino, la Ferida fu uccisa insieme all’attore e compagno Valenti, dai partigiani all’Ippodromo di San Siro a Milano il 30 aprile 1945, con l’accusa di collaborazionismo e in particolare per aver torturato alcuni partigiani imprigionati a Villa Triste, a Milano, sede della banda Koch.

I due attori, simpatizzarono col fascismo fino ai tempi della Repubblica di Salò: mentre Valenti operò in prima linea, la Ferida era totalmente estranea alla politica.

L’accusa infatti si dimostrò infondata al vaglio di prove e testimonianze, e lo stesso Vero Marozin, capo della Brigata partigiana responsabile della sua morte, ebbe a dichiarare, nel corso del procedimento penale a suo carico per quell’episodio: «La Ferida non aveva fatto niente, veramente niente». 

Sulla base delle dichiarazioni rese da Vero Marozin in sede processuale (“Quel giorno – 30 aprile 1945 – Pertini mi telefonò tre volte dicendomi: “Fucilali, e non perdere tempo!”) che il futuro Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini abbia avuto pesanti responsabilità morali nell’uccisione della Ferida e di Valenti (v.”Odissea Partigiana” di Vero Marozin – 1966 – “Luisa Ferida, Osvaldo Valenti – ascesa e caduta di due stelle del cinema” di Odoardo Reggiani – Spirali 2001). 

Ignari della loro fine, furono caricati su un camion tra gente rastrellata. Giunti in via Poliziano, furono fatti scendere e messi faccia al muro. 

La donna stringeva in mano una scarpina azzurra di lana, destinata a scaldare i piedi innocenti di quel bambino che non vedrà mai la luce. Partì la raffica di mitra. 

Su di loro furono adagiati due cartelloni. Due scritte rosse dicevano: «I partigiani della Pasubio hanno giustiziato Osvaldo Valenti»; «I partigiani della Pasubio hanno giustiziato Luisa Ferida». 

Articolo di: Pietro Frattini



Personaggi citati nell'articolo

I vostri commenti

  • Antonio giuliani

    30 Aprile 2019

    E' stomachevole il trasformismo di autentici assassini. Siamo stati fortunati ad abbattere l'avanzata comunista in Italia,immaginate la libertà di agire accordata a simili individui. Speriamo che le loro anime siano vigilate nel profondo inferno.

    Rispondi al commento
  • Alex pal

    12 Maggio 2019

    Nessuna donna in cinta si deve mai ammazzare. Non c'è nessun crimine che possa giustificarlo...e ci sono sempre pene alternative...ovemai avesse avuto qlche colpa. Solo dei mostri assassini potevano fare una cosa cosi inumana e bestiale.

  • salvatore la cognata

    27 Giugno 2019

    Pienamente d'accordo! dovremmo tutti vergognarci di aver avuto per presidente l'assassino pertini

Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento

Raccomandate on line