Adesso vi facciamo vedere noi chi sono i napoletani

Adesso vi facciamo vedere noi chi sono i napoletanI

Era il 28 settembre 1943 quando Gennarino Capuozzo un ragazzo napoletano di 11 anni, come ogni mattina, uscì di casa per andare a lavoro, proprio allora vide un gruppo di ragazzi più grandi di lui: erano scappati dal carcere minorile e avevano deciso di combattere i tedeschi.

La notizia che un gruppo di ragazzini stava mettendo a dura prova le truppe naziste si diffuse ben presto nella città. I napoletani che imbracciavano il fucile divennero in poche ore sempre più numerosi. Nel quartiere Materdei, una pattuglia tedesca fu tenuta per ore sotto assedio.

Il 29 settembre Gennarino andò in via Santa Teresa dove decine di napoletani avevano alzate le barricate, con i mobili che la popolazione aveva buttato giù da finestre e balconi, per respingere i tedeschi. 

Prese il mitragliere di un soldato morto, si riempì le tasche con le bombe a mano e corse impavido verso un carro armato tedesco . “Adesso vi facciamo vedere noi chi sono i napoletani“, urlò. “Vedrete chi è Gennarino Capuozzo”. Ma mentre stava togliendo dalla bomba la sicura, una granata del nemico lo centrò in pieno.

A Concetta Capuozzo, la mamma di Gennarino, fu assegnata una medaglia d’oro al valor militare alle memoria di quel piccolo, grande eroe: “Prodigioso ragazzo che fu mirabile esempio di precoce ardimento e sublime eroismo”, come era scritto nella motivazione del riconoscimento. E un’altra fu attribuita a tutta la città di Napoli perché “col suo glorioso esempio additava a tutti gli italiani la via verso la libertà, la giustizia, la salvezza della Patria”.

Articolo di: Pietro Frattini



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