Lo sterminio finale dei zingari ad Auschwitz

Lo sterminio finale dei zingari ad Auschwitz

La storia dello Zigeunerlager termina la notte tra il 31 luglio e il 1° agosto 1944, quando tutti gli zingari ancora in vita vengono uccisi nelle camere a gas e poi bruciati nei forni crematori.

Anche i motivi dell'ordine di annientamento non si conoscono. Ma, anche in questo caso, si possono fare delle supposizioni, la fine dello Zigeunerlager viene probabilmente decisa quando alla teoria razziale si sovrappone la prassi inclemente della guerra e i nazisti necessitano del massimo di manodopera, ma vogliono contemporaneamente arrivare alla « soluzione finale» nel più breve tempo possibile.

Non si sa esattamente nemmeno chi abbia dato l'ordine dello sterminio: Hoess, comandante di Auschwitz, dice di averlo ricevuto da Himmler dopo una visita nel campo, ma le date non coincidono. È molto probabile che sia stato Hoess stesso a decretarne la fine, ovviamente in accordo con le alte gerarchie del Reich.

Le selezioni iniziarono nell'aprile del 1944 (alcuni zingari abili al lavoro vennero mandati a  Buchenwald e Flossenberg) e continuarono fino al giorno prima della gasazione finale.

Alle ore 20.00 del 31 luglio gli zingari vennero caricati su camion e trasportati nelle camere a gas: nessuno si salvò, in quella terribile notte. Racconta un medico ebreo prigioniero ad Auschwitz:

L'ora dell'annientamento è suonata anche per i 4.500 detenuti del campo zingaro. La procedura è stata la stessa applicata per il campo ceco. Prima di tutto divieto di uscire dalle baracche. Poi le Ss e i cani poliziotto hanno cacciato gli zingari dalle baracche e li hanno fatti allineare. Hanno distribuito a ciascuno le razioni di pane e i salamini. Una razione per tre giorni. Hanno detto loro che li portavano in un altro campo [...] Il blocco degli zingari sempre cosí rumoroso, s'è fatto muto e deserto. Si ode solo il fruscio dei fili spinati e porte e finestre lasciate aperte che sbattono di continuo.

Molti dei sopravvissuti ad Auschwitz ricordano quella notte con parole di angoscia terribile, e, in particolare, si soffermano sulla descrizione agghiacciante della ribellione degli zingari al loro terribile destino: « Le Ss - scrive Langbein - dovettero fare uso di tutta la loro brutalità. Alcuni, che cercavano di far salire gli zingari sui carri, non ci riuscirono» . Langbein riporta anche la testimonianza dell'infermiera Steinberg che, pochi mesi prima, aveva ricevuto istruzioni per la compilazione di un elenco di tutti gli zingari ancora nel blocco: « Udimmo urla [...] Il tutto durò parecchie ore. Ad un certo punto venne da me un ufficiale delle Ss che non conoscevo a dettarmi una lettera che diceva "Trattamento speciale eseguito"» [...] Quando si fece giorno nel campo non era rimasto un solo zingaro.

Ma la testimonianza piú preziosa, in tempi di revisionismi e negazioni della storia, risulta quella di Homess stesso, comandante di Auschwitz, preziosa perché diventa ammissione di fatti proprio da parte di un nazista: « Non fu facile mandarli alle camere a gas. Personalmente non vi assistetti, ma Schwarzhuber mi disse che, fino ad allora, nessuna operazione di sterminio era stata cosí difficile» .

Nel gennaio del 1945 gli zingari rimasti ad Auschwitz erano pochissimi: all'appello del 17 gennaio risposero solo in 28 solo 4 erano uomini, nessun bambino.

Articolo di: Antonio Schivardi



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