La strage di Piazza della Loggia

La strage di Piazza della Loggia

Il 28 maggio 1974 alle ore 10 in Piazza della Loggia a Brescia, durante un comizio antifascista, esplode un chilogrammo di tritolo, nascosto in un cestino della spazzatura sotto un colonnato, causando la morte di 8 persone e il ferimento di altre 102. Dopo anni di indagini, depistaggi e processi vengono riconosciuti colpevoli alcuni membri del gruppo neofascita Ordine Nuovo e altri elementi della destra eversiva. Inizia così una serie infinita di istruttorie e processi e depistaggi, il coinvolgimento dei servizi segreti, la sparizione di prove. Un processo che durerà 45 anni e vedrà quasi tutti i responsabili morire di vecchiaia in libertà durante le fasi di processo.

I due ex militanti di estrema destra, Carlo Maria Maggi (a suo tempo informatore doppiogiochista del servizio segreto militare) e Maurizio Tramonte (all'epoca leader di Ordine Nuovo) vennero condannati all'ergastolo nel secondo processo d’appello solo il 22 luglio 2015 e nel 2017 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il definitivo arresto.

Dopo il verdetto della Cassazione, Maggi che aveva raggiunto gli 80 anni e problemi di salute ottenne i domiciliari a Venezia dove muore nella sua casa nel dicembre del 2018, mentre Tramonte (65 anni al momento della condanna) tenta la fuga in Portogallo ma pochi mesi dopo il 20 dicembre 2017 (44 anni dopo la strage) viene estradato per scontare la sua pena.

Tutti gli altri imputati erano già morti durante gli anni del processo.

Le vittime furono:

  • Giulietta Banzi Bazoli, 34 anni, insegnante di francese.
  • Livia Bottardi in Milani, 32 anni, insegnante di lettere alle medie.
  • Alberto Trebeschi, 37 anni, insegnante di fisica.
  • Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni, insegnante.
  • Euplo Natali, 69 anni, pensionato, ex partigiano.
  • Luigi Pinto, 25 anni, insegnante.
  • Bartolomeo Talenti, 56 anni, operaio.
  • Vittorio Zambarda, 60 anni, operaio.
Articolo di: Antonio Schivardi



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