La decimazione della Brigata Catanzaro

La decimazione della Brigata Catanzaro

La notte tra il 15 e il 16 luglio 1917 iniziò una rivolta della Brigata Catanzaro, secondo gli atti ufficiali, con il lancio in aria di razzi rossi.
Il tentativo però non ebbe successo perché il generale Tettoni, a riprova del fatto che gli ufficiali erano a conoscenza di quanto stesse per accadere, fece posizionare in prossimità del comando di brigata due plotoni e una sezione dei Carabinieri e installare delle compagnie mitragliatrici nei punti strategici dell’area.

I rivoltosi tentarono anche di assaltare senza successo la villa dei conti Colloredo-Mels, la quale era solita ospitare Gabriele D’Annunzio, reo secondo loro di essere stato, nella comodità del proprio ricco salotto, uno dei responsabili e propugnatore dell’ingresso dell’Italia in guerra e dunque delle loro vicissitudini umane.
Dopo qualche ora la rivolta terminò all’arrivo dei cannoni e della cavalleria.

Serviva dunque una pena esemplare e questa non tardò ad arrivare.

Il mattino del 16 luglio, come comunicato dal generale Tettoni, si ipotizzo di uccidere centoventi uomini ma sarebbe stato troppo, così si procedette per decimazione seguendo le procedure della giustizia sommaria che prevedeva la pena di morte senza neanche l’accertamento dei fatti.

I comandi avevano bisogno di far scorrere sangue italiano, di mostrare l’implacabilità del loro potere per spegnere qualsiasi pretesa o richiesta da parte dei soldati, così bastarono due ore di quella mattina del 16 luglio 1917 per martoriare i corpi di ventotto uomini, legati e bendati, accompagnati a piccoli gruppi, fucilati contro il muro del cimitero di Santa Maria la Longa alla presenza di due compagnie d’armi, una per ciascun reggimento.

I corpi vennero gettati in una fossa comune, poi riesumati e traslati nel Tempio Ossario di Udine nel 1940.

In meno di ventiquattro ore la Brigata Catanzaro fu sconvolta con 26 giustiziati (16 del 142° e 12 del 141°) e 123 deferiti al tribunale di guerra. Molti di questi non avevano partecipato al tentativo di sommossa, furono considerati solo carne e sangue, e come carne e sangue vennero soppressi.

Articolo di: Antonio Schivardi



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