Il terremoto del Friuli del 1976

Il terremoto del Friuli del 1976

Il 6 maggio del 1976 il Friuli fu colpito da un terremoto devastante.

La prima scossa di magnitudo 6,4 della scala Richter si abbatté su Udine e le altre località della regione poco dopo le 21.

I morti furono quasi mille, novecentottantanove per la precisione, centomila gli sfollati, diciottomila le case distrutte, settantacinquemila quella danneggiate. Il conto dei danni ammontò a 4.500 miliardi di lire, 18,5 miliardi in euro.

Nonostante una lunga serie di scosse di assestamento, che continuarono per diversi mesi, la ricostruzione fu rapida e completa.

Il Governo Andreotti III nominò il 15 settembre Giuseppe Zamberletti Commissario straordinario del Governo incaricato del coordinamento dei soccorsi. Gli fu concessa carta bianca, salvo approvazione a consuntivo, che regolarmente il Parlamento approvò.

In collaborazione con le amministrazioni locali, i fondi statali destinati alla ricostruzione furono gestiti direttamente da Zamberletti assieme al governo regionale del Friuli-Venezia Giulia. Circa 40.000 sfollati passarono l'inverno sulla costa adriatica, per rientrare tutti entro il 31 marzo 1980 in villaggi prefabbricati costruiti nei rispettivi paesi. La ricostruzione totale durò 10 anni.

Finito il mandato di Zamberletti, il governo regionale del Friuli-Venezia Giulia, grazie ad un'attenta ed efficiente gestione delle risorse, poté, nell'arco di circa dieci anni, ricostruire interi paesi.

Ancora oggi il modo in cui venne gestito il dramma post terremoto, viene ricordato come un alto esempio di efficienza e serietà.

Articolo di: Filippa Marinetti



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