Il Parlamento italiano si riunisce per la prima volta, votato dal 2% degli Italiani

Il Parlamento italiano si riunisce per la prima volta, votato dal 2% degli Italiani

Il 18 febbraio 1861 a Torino si riunisce il nuovo Parlamento d’Italia per proclamare l’unità del Regno affidato a Vittorio Emanuele II. Approvata poi dal Senato il 26 febbraio e dalla Camera il 14 marzo, la legge sarà poi promulgata il 17 marzo. Riunitosi a palazzo Carignano il primo parlamento era composto da 443 deputati, tutti appartenenti alle famiglie d’élite del nuovo regno. E anche i sudditi con diritto di voto erano una minima parte: 418.696 cittadini, con determinate caratteristiche di censo e di istruzione, su un totale di oltre 22milioni di abitanti.

Le elezioni, le prime utili per formare la prima Camera del Regno, si basarono su una legge sarda del 1848 (la numero 680 del 17 Marzo di quell’anno) che permetteva di votare solo ai cittadini maschi che avessero compiuto almeno 25 anni, dovevano necessariamente appartenere ad un determinato censo caratterizzato dal pagamento di un importo minimo di imposte compreso tra le 40 lire annue del Piemonte e le 20 della Liguria. All’epoca cifre simili potevano essere sostenute solo da ricchi possidenti o imprenditori.

Erano poi ammesse al voto anche altre categorie di elettori che fossero in possesso di determinati requisiti professionali: laureati, notai, ufficiali in pensione. Infine, secondo la legge, potevano essere iscritti nelle liste elettorali commercianti, industriali e artigiani.

A conti fatti, dunque, solo il 2% della popolazione poteva votare o essere votata.

Articolo di: Pietro Frattini



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