Allende eletto presidente del Cile

Allende eletto presidente del Cile

Il 3 novembre 1970 Salvador Allende diventa presidente del Cile, primo marxista a venir eletto democraticamente nelle Americhe.

Fu avviato un programma di nazionalizzazione delle principali industrie private, fra cui le miniere di rame (già iniziata in forma negoziata nel 1964 dal governo democristiano) fino ad allora sotto il controllo della Kennecott e della Anaconda (aziende statunitensi), si diede mano alla riforma agraria, fu creata una sorta di tassa sulle plusvalenze.

Il governo annunciò una sospensione del pagamento del debito estero e al tempo stesso non onorò i crediti dei potentati economici e dei governi esteri.

Tutto ciò irritò fortemente la media e alta borghesia e da qui la tensione politica nel paese, oltre ovviamente a creare un discreto dissenso internazionale.

Vi fu la nazionalizzazione delle banche, delle compagnie di assicurazione e, in generale, di tutte quelle attività che condizionavano lo sviluppo economico e sociale del paese. Tra queste la produzione e la distribuzione di energia elettrica, i trasporti ferroviari, aerei e marittimi, le comunicazioni, la siderurgia, l'industria del cemento, della cellulosa e della carta.

Nel 1973 lo Stato controllava il 90% delle miniere, l'85% delle banche, l'84% delle imprese edili, l'80% delle grandi industrie, il 75% delle aziende agricole ed il 52% delle imprese medio-piccole.

Il suo governo, basato sul modello di Castro, allarma gli americani che favoriscono le opposizioni cercando di mantenere un clima sociale teso, fino a quando il Gen. Pinochet metterà in atto un golpe dove Allende trova la morte.

Articolo di: Pietro Frattini



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