La conquista di Mosca di Napoleone

La conquista di Mosca di Napoleone

Nell’estate del 1812 la conquista di Mosca da parte dell’esercito francese guidato da Napoleone era stata portata a termine. La capitale russa era stata conquistata e il generale francese si era insediato al Cremlino senza incontrare alcuna resistenza da parte dello zar, Alessandro I.

Fu così che il 14 settembre 1812, nel giorno in cui le truppe russe abbandonavano Mosca insieme ai civili, e contemporaneamente l’avanguardia francese entrava in città dopo aver avuto la meglio nella decisiva battaglia di Borodino, la resistenza russa diede alle fiamme la capitale moscovita.

Il fuoco arse fino al 18 settembre, distruggendo circa tre quarti della città. L’idea iniziale non era quella di distruggere tutta la città, ma di incendiare il Cremlino e altri importanti edifici pubblici, tra cui chiese e monasteri. Quando l’esercito francese arrivò in città vi erano solo alcuni fuochi, apparentemente gestibili. Ma in seguito, a causa di un sabotaggio da parte dei russi, la situazione crebbe andando fuori controllo: gli incendi si svilupparono rapidamente, anche grazie al fatto che buona parte degli edifici di Mosca era fatta di legno.

Ad ottobre, dunque, Napoleone Bonaparte e le sue truppe, dopo 35 giorni di permanenza, furono costretti a ritirarsi da Mosca, data l’impossibilità di tenere sotto controllo i sabotatori. Il bilancio fu di 12 mila morti, di cui 2000 erano soldati russi.

Articolo di: Antonio Schivardi



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