La morte di Che Guevara: Lei sta per uccidere un uomo

La morte di Che Guevara: Lei sta per uccidere un uomo

Guevara, durante i primi giorni di ottobre, ormai con poche informazioni, senza viveri e con scarse vie di scampo, si rifugiò in un canalone (quebrada) dove fu circondato dalle forze militari.

Qui fu catturato dall'esercito boliviano, assieme ad altri guerriglieri, l'8 ottobre del 1967 nella quebrada del Yuro, a pochi chilometri dal villaggio di La Higuera. Si arrese dopo essere stato ferito alle gambe. Essendo disarmato, avrebbe detto: «Non sparate. Sono Che Guevara. Posso esservi più utile da vivo che da morto».

Che Guevara fu ucciso nel primo pomeriggio successivo, il 9 ottobre 1967.

Il colpo di grazia al cuore, fu sparato da Félix Rodríguez. Guevara pronunciò diverse parole prima della morte.

Le sue ultime parole sarebbero state: «Addio figli miei, Aleida, Fidel fratello mio». Avrebbe accolto così il suo uccisore: «Lei è venuto a uccidermi. Stia tranquillo, lei sta per uccidere un uomo».

Il suo corpo fu legato ai pattini di un elicottero e portato a Vallegrande, dove venne adagiato su un piano di lavaggio dell'ospedale e mostrato alla stampa.

Le fotografie prese allora fecero nascere leggende come quelle di San Ernesto de La Higuera e El Cristo de Vallegrande: ancora oggi in Bolivia esiste una sorta di culto religioso intorno alla figura di Guevara, nato dalla somiglianza della prospettiva delle foto con quella del Cristo morto di Andrea Mantegna e dal fatto che il cadavere aveva ancora gli occhi aperti a causa del vento e «guardava come se fosse vivo», come riporta una testimonianza.

Dopo l'esecuzione, Rodríguez prese per sé oggetti personali di Guevara e negli anni seguenti avrebbe spesso mostrato con orgoglio ai giornalisti questi cimeli.

Articolo di: Valentina Rossi



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