Lo sbarco a Iwo Jima

Lo sbarco a Iwo Jima

A metà 1944, il Comitato dei Capi di Stato maggiore anglo-americani stabilì che Iwo Jima era un obiettivo da conquistare. In quel momento l’isola era praticamente indifesa. Ma le flotte degli Stati Uniti erano impegnate altrove e molto tempo prezioso andò perso prima che l’attenzione del comandante americano del Pacifico centrale, l’ammiraglio Chester Nimitz, si rivolgesse finalmente a Iwo Jima.
Così, quando il 19 febbraio 1945 i mezzi da sbarco con a bordo gli uomini della 4^ e 5^ divisione dei marines si presentarono davanti alle spiagge della parte sud orientale dell’isola, la situazione era molto cambiata.

La quarta divisione Marines attacca sulla spiaggia di Iwo Jima, durante il primo giorno di sbarco, con una media del 35% di morti, è la divisione ad aver subito il maggior numero di perdite.

Lo sbarco dei marines procede nonostante le difficoltà del terreno vulcanico, la cenere rallenta l'avanzata delle truppe e dei mezzi che sprofondano e s'insabbiano. Sottoposti a un continuo tiro di fuoco incrociato, il primo giorno gli americani lasceranno sulle spiagge di Iwo Jima oltre 600 morti e quasi 2mila feriti.

Articolo di: Antonio Schivardi



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