Dal Piave al Little Bighorn

Dal Piave al Little Bighorn

Oggi è l'anniversario della nascita di un eroe Italiano conosciuto veramente da pochi che si trova dalle cinque giornate di Milano á Mazzini, dall'attentato di Napoleone al settimo cavalleggeri alla fuga della Caienna.

Forse uno dei più grandi eroi Italiani, di origini nobili mostrò subito la sua indole nei moti lombardi delle cinque giornate di Milano e uccise un soldato austriaco croato responsabile di uno stupro e del conseguente assassinio di due donne.

Trasferito a Graz, ritornò clandestinamente, accompagnato dal fratello Achille a Belluno, abbracciando gli ideali Mazziniani, accorse generosamente alla difesa di Venezia seguendo il patriota compaesano Pier Fortunato Calvi.

Sfuggito alla polizia Austriaca, Carlo di Rudio riparò a Roma in difesa della giovane Repubblica. Qui conobbe Garibaldi, Mazzini, i fratelli Emilio e Enrico Dandolo, Aurelio Saffi, Goffredo Mameli e Nino Bixio.

Con Venezia occupata dall'esercito Austriaco e Garibaldi esule in America a New York, anche Di Rudio, ormai perennemente braccato dalla giustizia di Vienna, riparò in Francia, ove nel dicembre del 1851, a Parigi, si schierò coi Giacobini che si opponevano al colpo di stato di Napoleone III di Francia.

Tenta quindi la fuga oltre oceano ma naufraga nella traversata per New York ma si salvò e andò a Londra dove conobbe la sua futura moglie.

Tornò in Francia dove partecipò attivamente all'attentato a Napoleone III con la conseguente condanna a morte convertita all'ergastolo solo grazie al retaggio nobiliare della moglie.

Detenuto alla Caienna (famosa nel film papillon) riesce a fuggire e ad arrivare in Inghilterra dove riabbraccia la moglie e i figli. Invitato da Mazzini per i moti del risorgimento preferisce trasferirsi negli Stati Uniti dove si unisce al Generale Custer del settimo cavalleggeri.

Si trova quindi a combattere a Little Bighorn dove è uno dei pochissimi sopravvissuti alla battaglia si trasferì quindi in California dove in congedato con il grado di Maggiore mori di vecchiaia accanto ai familiari.

Articolo di: Pietro Frattini



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I vostri commenti

  • valerio bilotti

    27 Agosto 2017

    Quel 25 Giugno del 1876 il destino fu dalla sua parte : De Rudio doveva essere l comando dello squadrone E, quello dei cavalli grigi, ma Custer gli preferi' Algernon Smith . De Rudio si trovo' con le forze del Maggiore Reno che attaccarono inizialmente il villaggio : respinti nella boscaglia lui ed alcuni altri uomini restarono nascosti per due giorni, raggiungendo successivamente le truppe superstiti. Fu uno degli ultimi uomini a vedere Custer vivo, sulle colline circostanti, andare incontro alla morte con i suoi cinque squadroni. Da ricordare, inoltre, che un altro Italiano, anche lui con un passato da Garibaldino, si salvo' miracolosamente quel giorno : Giovanni Martini, trombettiere d'ordinanza di Custer in quella fatale giornata, fu inviato poco prima del combattimento finale verso il capitano Benteen a chiedere rinforzi e munizioni. Evidentemente, quel giorno la sorte fu benevola con gli Italiani presenti nel 7°...

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  • Giorgio Ceci

    27 Agosto 2017

    Articolo estremamente interessante,grazie x avere colmato questa lacuna..purtroppo una delle "tante"nella storiografia ufficiale

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