Eruzione del 1944 del Vesuvio

Eruzione del Vesuvio del 1944

In piena seconda guerra mondiale, il 18 Marzo 1944 il Vesuvio erutta con un aumento dell'attività stromboliana e con colate laviche sul versante orientale e verso Sud.

Subito dopo un altro flusso lavico si riversò nell'Atrio del Cavallo e si fermò a 1,2 km da Cercola, dopo aver invaso e parzialmente distrutto gli abitati di Massa di Somma e di S. Sebastiano.

Nel pomeriggio del 21 marzo iniziò la seconda fase dell'eruzione caratterizzata da fontane di lava che determinarono l'arresto dell'alimentazione lavica.

A partire da mezzogiorno del 22 marzo la nube eruttiva raggiunse un'altezza di 5 km, mentre lungo i fianchi del cono si innescarono valanghe di detriti caldi e piccoli flussi piroclastici.

Si verificò, inoltre, una intensa attività sismica fino al mattino del 23 in cui l'attività eruttiva si ridusse alla sola emissione di cenere. 

L'emissione di cenere chiara che ebbe luogo fino al 29 marzo quando l'attività si ridusse a nubi di polvere, da attribuire prevalentemente a frane dell'orlo craterico.

Articolo di: Pietro Frattini



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