Il muro della vergogna

Muro berlino

«In Bernauer Strasse [la via di Berlino dove venne steso il filo spinato il 13 agosto 1961 e poi costruito il Muro] si videro persone saltare dalle finestre di edifici nell'Est giù in strada, all'Ovest. Resisi conto della possibilità di fuga, Vopo e Grepo [la polizia comunista] avevano iniziato a entrare. Scopo ultimo era sgomberare le immediate vicinanze della frontiera da elementi "inaffidabili", ma ciò avrebbe richiesto tempo.

Le fughe in Bernauer Strasse divennero presto un dramma seguito dal mondo intero che, grazie alle telecamere e alle nuove stazioni televisive, godeva di un posto d'onore. Sul lato occidentale arrivarono gruppi di persone, poliziotti e vigili del fuoco: gridavano incoraggiamenti a chi esitava ai piani superiori.

I pompieri preparavano teli. Una persona si lasciò scivolare dalla finestra, ma fu agguantato dai Vopo entrati nella sua stanza. Gli occidentali riuscirono ad afferrarlo per le caviglie. Seguì un tiro alla fune; in questo caso, favoriti dalla forza di gravità, fuggitivo e aiutanti ebbero la meglio. Altri non furono così fortunati. Ida Siekmann, 59 anni, cadde da un piano alto e morì, come Rudolf Urban, 47 anni, che riportò gravissime lesioni: resistette quasi un mese in un ospedale di Berlino Ovest prima di soccombere.

Dopo che le finestre furono murate, la gente tentò di scappare dai tetti. Una delle ultime vittime fu Bernd Lunser, scoperto il 4 ottobre dai Grepo mentre si preparava a calarsi dal tetto del numero 44 di Bernauer Strasse, con un filo per stendere il bucato. La polizia lo scoprì subito. Lunser fu costretto a scappare, inseguito sui tetti: per tutto il tempo invocò aiuto. Sotto, in strada, i pompieri prepararono un telo; si radunarono centinaiadi spettatori. Mentre la polizialo circondava, Lunser saltò: mancò il telo e cadde a terra, dove morì qualche minuto dopo. Aveva 30 anni». ?Frederick Taylor, Il Muro di Berlino. 13 agosto 1961 - 9 novembre 1989, Mondadori 2009, pagina 163

Articolo di: Pietro Frattini



Personaggi citati nell'articolo

Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento