Un salto nella storia

Conrad Schumann Berlino

Conrad Schumann, nato in una famiglia modesta, entrò a 18 anni - nel 1960 - nell'esercito della Germania Est, raggiungendo il grado di sottufficiale.

Il 15 agosto del 1961, mentre era in costruzione il Muro di Berlino, Conrad approfittando di un momento di distrazione dei colleghi militari, saltò il filo spinato che divideva il confine. Il salto fu immortalato da una fotografia che fece il giro del mondo e diventò una delle icone-simbolo della Guerra Fredda, dato che a fuggire non fu un semplice cittadino, ma un soldato il cui compito era proprio quello di evitare fughe dall'est verso l'ovest.

Conrad ottenne lo status di rifugiato politico. Nel 1970 si trasferì in Baviera dove si sposò. Dopo la fuga svolse molti e variegati mestieri, cadendo più volte nella depressione e nell'alcolismo come ammesso da lui stesso.

Nel frattempo la Stasi tentò di convincerlo a rientrare facendo pressioni sulla sua famiglia che fu costretta a scrivergli lettere e lanciare appelli.

Negli anni ottanta fu ricevuto dall'allora presidente degli Stati Uniti, Ronald Reagan.

Ritornò all'Est dopo la caduta del Muro, nel 1989, dove però i suoi parenti rifiutarono di vederlo.

Il 20 giugno del 1998, all'età di 56 anni, dopo una lite con la moglie, si suicidò impiccandosi ad un albero vicino alla sua casa nel villaggio di Kipfienberg in Baviera.

Articolo di: Pietro Frattini



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