Rock Hudson e Lee Garlington l'amore che nessuno poteva raccontare

Rock Hudson e Lee Garlington l

Garlington Lee era un bellissimo ragazzo di 26 anni dagli occhi chiari, i lineamenti regolari e il corpo scolpito dallo sport. Si era appena lasciato con il suo ragazzo e lavorava come comparsa, con il sogno di diventare attore. La sua strada si incrociò con quella del 36enne Hudson sul set di un film in cui lavoravano entrambi. “Rock era la più grande star del cinema al mondo e si diceva che fosse gay”, racconterà Lee molti anni dopo in un’intervista concessa a People. “Così ho pensato ‘Fammi dare un'occhiata’. Me ne rimasi fuori dalla sua roulotte nel parcheggio della Universal fingendo di leggere Variety. Lui uscì e passò oltre senza fermarsi. Poi sì fermò e si guardò indietro, una sola volta. Cominciò così”. A quel punto, Lee si accorse che la rivista che stava fingendo di leggere era sottosopra.

Qualche giorno dopo, Hudson fece in modo di farsi presentare da un amico comune quel ragazzo. Con grande cautela si diedero un primo appuntamento a casa dell'attore. Lee era in soggezione, sia per la fama che per l'altezza di Hudson. Lui gli offrì una birra e lo mise a suo agio. Fu da subito un grande amore, ma con la paura di essere scoperti.

Nel 1955 la rivista Confidential aveva pubblicato un articolo in cui si ipotizzava l’omosessualità dell’attore e il suo agente Willson aveva dovuto sudare sette camicie per dissipare lo scandalo che ne avrebbe distrutto la carriera, ma soprattutto la campagna di lancio de Il gigante.

Poco dopo l’uscita dell’articolo, il 9 novembre del 1955, Rock Hudson aveva sposato Phyllis Gates, la segretaria del suo manage Willson.

Fu lei stessa a chiedere il divorzio, nell'aprile 1958, Hudson non si è opposto e le ha corrisposto 250 dollari a settimana di alimenti per 10 anni. Da quel momento, la stampa non aveva più avuto storie da raccontare sulla sua vita sentimentale.

L’unica volta in cui sfidarono la sorte fu in vacanza insieme a Puerto Vallarta in Messico. A indirizzarli lì, assicurandogli che avrebbero trovato un po’ di discrezione, fu Elizabeth Taylor. L’attrice dagli occhi viola era perfettamente al corrente dell’omosessualità del suo amico, ma da buona inglese dalla mentalità aperta, già un passo avanti nei diritti civili per cui poi diventerà attivista, ne tutelava la privacy e lo aiutava a vivere serenamente la sua relazione.

Il loro rapporto era fatto di quelle piccole cose domestiche destinate a diventare bei ricordi, come quando Rock insegnò a Lee il trucco degli attori per radersi la barba senza mai tagliarsi. Rock se lo portava alle prime dei film ma faceva in modo che entrambi arrivassero separatamente e accompagnati ognuno da una donna.

La paura di essere scoperti, la continua tensione che vivevano diede il colpo di grazia. Dopo tre anni i due si lasciarono, ma non senza provare ancora dei sentimenti l’uno per l’altro. Quando le loro strade si sono divise, Lee Garlington è diventato un agente di borsa e nel 1986 ha iniziato una relazione stabile. Quando negli Stati Uniti sono diventati legali i Same Sex Marriages, Lee si è sposato con il suo partner.

Nel frattempo, il 25 luglio del 1985, Rock Hudson aveva reso noto tramite il suo addetto stampa di aver contratto il virus HIV e di avere l’Aids. Era la prima star a confessarlo e l’affetto e la popolarità che il pubblico nutriva ancora per lui erano così vivi che il coming out fu decisivo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia. Appresa la notizia, Lee subì uno schock. Credeva che l’attore si fosse dimenticato di lui, che non pensasse più a quei pomeriggi passati insieme a bighellonare per casa vestiti comodi (“lui portava sempre pantaloni Chinos e mocassini”). Provò a mettersi in contatto con lui per vederlo.

Ma le persone che se ne prendevano cura, tra cui Liz Taylor e Doris Day, lo sconsigliarono dal farlo perché la malattia lo aveva talmente eroso da renderlo irriconoscibile. “È meglio che se lo ricordi com’era prima”, gli dissero. Tre mesi dopo, il 2 ottobre del 1985, Rock Hudson morì a soli 59 anni.

Poco dopo, nel 1986, uscì nelle librerie la sua autobiografia postuma, Rock Hudson, His Story scritta con Sara Davidson. Lee Garlington la lesse e rimase sconvolto. Rock parlava di lui, c'era il suo nome. E lo definiva “il suo vero, grande amore”. Quella notte pianse. “Non mi sono mai accorto di quanto ci tenesse a me”, dice ora che 83 anni. “Come avrei voluto fossimo nati 30 anni dopo, per vivere la nostra storia alla luce del sole...

Articolo di: Filippa Marinetti



Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento

Ultimi commenti

Raccomandate on line