Mehran Karimi Nasseri, l’uomo che visse 16 anni in un aereoporto

Mehran Karimi Nasseri, l’uomo che  visse 16 anni in un aereoporto

L’ 8 agosto 1988 atterra all’aereoporto di Parigi “Charles de Gaulle” Mehran Karimi Nasseri e per 18 anni rimarrà chiuso nell’aereoporto in attesa dei visti di uscita.

Mehram, laureato in psicologia a Londra era nato nel 1942 e in difficili rapporti con la sua famiglia, era stato privato della cittadinanza dell’Iran e cacciato dal paese a 35 anni per essersi opposto allo Scià, l’autoritario leader alleato dell’Occidente prima della Rivoluzione islamica del 1979.

Mentre stava andando a trovare alcuni parenti in Inghilterra dove aveva studiato per qualche anno all’inizio degli anni Settanta fu fermato dalla polizia di frontiera a Parigi, in aeroporto, sprovvisto dei documenti per restare in Francia ma anche del documento che lo dichiarava un rifugiato politico che aveva spedito, a suo dire, a Bruxelles.

Nasseri si stabilì su una panchina con le poche cose che possedeva, nell’area commerciale del Terminal 1 del “Charles de Gaulle” nell’agosto del 1988. Ci rimase fino al luglio 2006, anche perché né il Belgio, né la Francia, né il Regno Unito sembravano avere l’intenzione di prendersi a cuore la sua vicenda.

Dopo molti anni di una vita sospesa e solitaria al Terminal 1, nel 1998 le autorità gli permisero di lasciare l’aeroporto al termine di una battaglia legale durata dieci anni e portata avanti da un avvocato che si era interessato a lui e di lì a poco la casa di produzione statunitense DreamWorks gli pagò circa 300 mila dollari in diritti per usare la sua storia nel film The Terminal di Steven Spielberg. Lui, oramai con evidenti disturbi della personalità, non accettò di uscire poiché non riconosceva più il nome presente nei suoi documenti.

Nasseri infatti durante la sua permanenza in aeroporto aveva cambiato il proprio nome in “Sir, Alfred” (la virgola non è un refuso), rimase altri 6 anni in aereoporto e riuscì poi a scomparire, anche se la sua storia era stata raccontata in parecchi libri, articoli e documentari e un film lo aveva reso famoso in tutto il mondo. Nel 2008 venne fuori che viveva in una struttura per senzatetto di Parigi in seguito a una intossicazione alimentare. Da allora sembra che se ne siano perse le tracce.

Articolo di: Filippa Marinetti



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