Nasce Blues Boy King

Nasce Blues Boy King

Riley King nasce il 16 settembre 1925 a Itta Bena, in una piantagione di cotone nello stato del Mississippi, si avvicinò alla musica da bambino nei cori gospel delle chiese locali e pare che acquistò la prima chitarraall’età di 12 anni.

Nel 1943 si trasferì a Indianola, Mississippi e poi ancora a Memphis nel Tennessee, al seguito del cugino Bukka White, anche lui musicista blues di un certo successo, iniziando così a esibirsi per alcune radio locali.

Ben presto Riley King divenne BB King, assumendo come nome l’acronimo di Blues Boy. Furono gli anni fondamentali dellascena musicale di Beale Street, la via di Memphis dove si concentravano i club e i ristoranti dove si esibivano i più grandi artisti blues fin dagli anni Venti, vantando nomi come Louis Armstrong, Muddy Waters, Albert King e Memphis Minnie. Grazie alla notorietà raggiunta qui e al suo distintivo modo di suonare la chitarra, King fu anche scritturato da diverse case discografiche, ma la svolta vera e propria avvenne nel 1962 con il contratto con la Abc-Paramount Records e la registrazione due anni dopo di Live at the Regal, ritenuto come un album rivoluzionario: “È considerato da alcuni la mia miglior registrazione… quel giorno a Chicago tutto trovò il suo posto“, ricordò l’artista stesso.

A partire dalla fine degli anni Sessanta si aprì anche a diversi stili musicali, soprattutto avvicinandosi ad artisti rock come Eric Clapton e aprendo il tour del 1969 dei Rolling Stones. Nel 1970 la sua versione di The Thrill Is Gone si aggiudicò un Grammy e negli anni Ottanta fu inserito sia nella Blues sia nella Rock and Roll Hall of Fame. Fino alla sua morte, avvenuta all’età di 84 anni il 14 maggio 2015 a Las Vegas, BB King mantenne un’intensa attività di registrazioni e concerti dal vivo (fra le esibizioni più significative degli ultimi anni si ricorda quella alla Casa Bianca nel 2012, quando l’allora presidente Barack Obama cantò con lui parte di Sweet Home Chicago). Considerato fra i migliori chitarristi del mondo, è anche ritenuto l’artefice del successo mainstream della musica blues, portata da fumosi club di quartiere alla grandi venue per concerti.

Articolo di: Pietro Frattini



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