Come nasce una canzone: La canzone di Marinella

Come nasce una canzone: La canzone di Marinella

La canzone di Marinella scritto e composto nel 1962 è ispirato a un fatto di cronaca vera.

Maria Boccuzzi nacque l’8 ottobre del 1920 nel piccolo centro calabrese di Radicena (frazione dalla cui unione con i villaggi di San Martino e Jatrinoli è nato nel 1926 l’attuale comune di Taurianova), in una povera famiglia di braccianti agricoli.

All’età di nove anni, Maria emigrò con la famiglia a Milano in cerca di una sistemazione migliore. Nel 1934 iniziò a lavorare e sul luogo di lavoro conobbe uno studente spiantato, Mario, di cui s’innamorò.

Il rapporto, visto malissimo dalla famiglia di lei, la portò a licenziarsi e a scappare con Mario. Le difficoltà economiche e l’impossibilità di riallacciare i rapporti con la famiglia portarono velocemente alla fine del rapporto amoroso e, dopo appena un anno, i due si lasciarono.

Senza dimora e senza lavoro, Maria decise di intraprendere la strada di ballerina di varietà col nome d’arte di Mary Pirimpò e conobbe Luigi Citi, di cui divenne l’amante. Questi la “cedette” a Carlo Soresi, conosciuto come “Carlone” e di professione protettore, che l’avviò alla prostituzione.

Da quel momento, la vita di Maria divenne un susseguirsi di umiliazioni, minacce e percosse. Iniziò a prostituirsi in una casa chiusa a San Salvario (Torino), poi a Firenze, per approdare a Milano e lungo i viali dell’Olona, dove venne anche schedata dalla Polizia.

La notte del 28 gennaio 1953 Maria Boccuzzi fu uccisa a revolverate e spinta nell’Olona forse ancora agonizzante. Il suo corpo venne ritrovato l’indomani da un gruppo di ragazzini intenti a giocare a pallone, sul prato che costeggia il corso d’acqua.

Per gli inquirenti, il caso apparve subito complicato, in quanto molte delle colleghe di Marinella erano palesemente reticenti, al fine di non incorrere in ritorsioni da parte della criminalità che gravitava attorno al mondo della prostituzione.

S’iniziò a scavare nella sua vita e accertato che il suo primo amante, che abbandonò quasi immediatamente, era deceduto in guerra, i sospetti caddero sul suo ultimo amante, un ballerino, da lei mantenuto, a cui aveva confidato di voler abbandonare il giro della prostituzione, ma costui produsse diverse testimonianze a suo favore che confermarono il suo alibi per la notte del delitto. 

Dopo un anno d’infruttuose indagini, con l’interessamento anche dell’Interpol, il caso venne dichiarato chiuso senza un colpevole, nel novero degli irrisolti.

Questa di Marinella è la storia vera
Che scivolò nel fiume a primavera
Ma il vento che la vide così bella
Dal fiume la portò sopra a una stella
Sola e senza il ricordo di un dolore
Vivevi senza il sogno d'un amore
Ma un re senza corona e senza scorta
Bussò tre volte un giorno alla tua porta
Bianco come la luna il suo cappello
Come l'amore rosso il suo mantello
Tu lo seguisti senza una ragione
Come un ragazzo segue un'aquilone
E c'era il sole e avevi gli occhi belli
Lui ti baciò le labbra ed i capelli
C'era la luna e avevi gli occhi stanchi
Lui pose le sue mani sui tuoi fianchi
Furono baci e furono sorrisi
Poi furono soltanto i fiordalisi
Che videro con gli occhi nelle stelle
Fremere al vento e ai baci la tua pelle
Dicono poi che mentre ritornavi
Nel fiume chissà come scivolavi
E lui che non ti volle creder morta
Bussò cent'anni ancora alla tua porta
Questa è la tua canzone Marinella
Che sei volata in cielo su una stella
E come tutte le più belle cose
Vivesti solo un giorno, come le rose
E come tutte le più belle cose
Vivesti solo un giorno come le rose
Articolo di: Filippa Marinetti



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