Muore in un incidente aereo Otis Redding

Muore in un incidente aereo Otis Redding

Il 10 dicembre 1967 di mattina presto Prima di salire sull’aereo Otis Redding chiamò sua moglie Zelma.

“Mi telefonò intorno alle 8 del mattino – ha ricordato Zelma – ebbi la sensazione che fosse un po’ giù. Gli chiesi cosa c’era che non andasse. Niente, mi rispose, sono solo un po’ stanco. Voleva parlare con i bambini, ma dormivano tutti, tranne Otis III che aveva tre anni. Così dopo aver parlato un po’ con il figlio, riprese a parlare con me. Quando arrivò il pilota dell’aereo nella sua stanza, io stavo per attaccare il telefono, ma lui mi disse qualcosa. Così ripresi la cornetta, e lui mi disse: ‘Sai cosa voglio che tu faccia? Voglio che tu sia davvero brava.’ E io dissi: Di che parli? Io sono sempre brava. Sono la cosa migliore che tu conosci”. E lui: ‘Seriamente, Zelma voglio che tu sia davvero brava’. E quella fu l’ultima volta che parlai con lui”.

Era ancora il 10 dicembre, mattina presto, quando le radio e le televisioni diedero la notizia : mentre era in volo per Madison, l’aereo di Otis Redding era precipitato nelle acque ghiacciate del lago Monona. Tranne due componenti dei Bar-Kays, tutti i passeggeri a bordo erano morti. Tutto finito.

A soli ventisei anni, nel pieno della sua forza creativa e in un momento decisivo della sua carriera (due giorni prima aveva inciso “Sittin’On The Dock Of The Bay”), moriva il cantante che più di ogni altro aveva trasmesso l’energia, il calore, l’essenza del soul di Memphis.

Articolo di: Pietro Frattini



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