Il suicidio del primo calciatore di fama mondiale che aveva dichiarato pubblicamente la propria omosessualità.

Il suicidio del primo calciatore di fama mondiale a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità.

Il 3 maggio 1998 Justin Fashanu viene trovato impiccato con un cavo elettrico all’interno di un garage semi-abbandonato.

[...] Non voglio dare altri motivi di imbarazzo ai miei amici ed alla mia famiglia, Spero che il Gesù che amo mi accolga e che io possa infine trovare la pace. (Justin Fashanu, nel biglietto trovato sul suo corpo).

Justin Fashanu nasce il 19 febbraio 1961 nella zona est di Londra dalla guyanese Pearl e dal nigeriano Patrick. Quando i suoi genitori divorziano Justin, assieme al fratello John (di un anno più giovane), viene collocato in un orfanotrofio facente riferimento ad un’associazione caritatevole inglese.

Il piccolo Justin ha iniziato a tirare i primi calci al pallone sin da quando può reggersi in piedi e le sue qualità di attaccante lo segnalano all’attenzione del Norwich City, che lo tessera prima nella squadra giovanile e nel 1978 gli fa firmare il primo contratto professionista. Poco dopo, all’inizio del 1979, Fashanu fa il suo esordio in campionato, conquistandosi il posto da titolare a suon di gol.

Nel 1980 un gol incredibile contro il Liverpool (vincerà il titolo per il Gol dell'anno alla BBC) lo rendono un giocatore di fama internazionale e il Nottingham Forest sborsando una cifra record per averlo. Fashanu diventa infatti il primo giocatore di colore ad essere pagato un milione di Sterline e viene convocato nella Nazionale under 21 inglese.

Però inizia il declino, anche se ha una fidanzata viene trovato spesso in locali gay e inizia ad essere deriso e attaccato dai compagni e dal suo allenatore che lo definisce pubblicamente un "fottuto finocchio".

Iniziarono anni bui, trasferito a un club minore subisce un infortunio. Si sposta in America ma, nonostante il talento, non riesce a tornare nel calcio che conta Europeo, negli anni militerà in seconda e terza divisione e, dopo la dichiarazione pubblica di essere gay (primo calciatore nella storia a farlo) nessun club fece più offerte per il talentuoso ragazzo.

Viene accusato da un ragazzo di abusi sessuali in America, lui si definisce estraneo ai fatti dichiarando che è un tentativo di estorsione di soldi, ma è l'ultimo colpo a una vita di discriminazione, accuse e isolamento. Torna a Londra in incognito sotto il cognome della madre e si suicida i 3 maggio 1998.

Il fratello, anche lui calciatore, che lo aveva isolato come tutto il mondo sportivo dirà dopo la sua morte:

«Penso che abbia, anzi che abbiamo creato una situazione in cui lui sia stato isolato. Non credo che noi avessimo accettato il fatto che lui fosse gay. E quando dico “noi” sto probabilmente cercando di difendermi dal dire “io”.»

Articolo di: Filippa Marinetti



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