Esilio di Charlie Chaplin

Esilio di Charlie Chaplin

Il 19 settembre 1952 gli USA vietano a Charlie Chaplin il rientro in patria dopo un viaggio in Inghilterra. 

Mentre si trovava in viaggio il ministro della giustizia USA dispose che Chaplin, in quanto cittadino britannico, per rientrare nel paese avrebbe dovuto dimostrare di essere "idoneo" ad assumere la cittadinanza.

Le sue simpatie politiche non furono da lui mai rivelate esplicitamente. Si ritiene fosse un progressista, ma non socialista o comunista, oltre che (cosa da lui invece rivelata) un pacifista, divenne uno dei bersagli del movimento innescato dal senatore Joseph McCarth.

Avutane notizia, Chaplin decise di stabilirsi in Svizzera, non tornò mai in America e morì a Corsier-sur-Vevey (Vaud), in Svizzera, la notte di Natale del 1977. Fu sepolto nel locale, piccolo cimitero della comunità svizzera

Articolo di: Pietro Frattini



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