La prima maratona di New York

La prima maratona di New York

Il 13 settembre 1970 si corre la prima edizione della Maratona di New York.

I 42 km del percorso si snodano attraverso i cinque grandi distretti di New York City. È la maratona con più richieste di iscrizione al mondo, al punto di creare una lotteria per partecipare (che io ho avuto la fortuna di vincere negli scorsi anni).

La mattina presto tutte le persone si riuniscono a battery park dove i traghetti ti portano a Staten Island. Sul traghetto si scherza, si parla con gente di tutte le razze, nazionalità, colori, religioni. Si fanno domande per avere, da chi ha già fatto la maratona, qualche consiglio o un semplice racconto; il tutto in un misto di gioia e ansia che si respira nell'aria.

Arrivati a Staten Island una serie infinita di pullman portano tutti i partecipanti (oltre 79.000 persone) al parco sotto il Verrazano bridge. Punti ristorno sono ovunque per tutti i partecipanti che attendono di essere chiamati per la partenza. Quando viene chiamato il proprio gruppo tutti, in modo ordinato, si accodano dietro una fila di Marines, fino alla linea di partenza. L'adrenalina cresce, parte l'inno Nazionale, i Marines si spostano e pochi secondi dopo un colpo di cannone fa partire, come un fiume in piena, i corridori verso il ponte Verrazano. I primi due chilometri del ponte passano come un soffio e si entra nella vera maratona.

Una vera festa, le persone per strada che cantano e ballano e incitano i corridori. Musica e canti e urla così forti da non riuscire a sentire i propri auricolari. La paura di andare troppo veloce, l'euforia dei bambini che vogliono battere la mano ai corridori, i continui punti di ristoro, una vera festa. Brooklyn vola via come una passeggiata e subito dopo il Queens un lunghissimo rettilineo e la triste scoperta dei primi ponti.

Il ponte di Queensboro è forse il momento più duro poiché, anche se lungo poco più di un chilometro, non ha né spettatori ne punti ristoro e la salita sembra incredibilmente lunga, silenziosa e dolorosa.

Dopo si entra a Manhattan, un boato si sente da lontano in sottofondo mentre si corre in discesa sulla rampa finale del ponte, tutta la città è in strada. Una lunga curva a sinistra, un saluto ai parenti e si parte direzione nord per raggiungere il bronx.

Il bronx è forse la parte più dura, il famoso muro dei 30 km, ricordo una signora con un cartello che indicava "ultimo dannato ponte" e il desiderio di finire quella bellissima esperienza.

Passato il ponte in direzione sud verso Central Park i cartelli indicano che hai solo l'opzione di finire, che non puoi ritirarti perché mancano pochi chilometri, si entra nel parco e finalmente il traguardo e la medaglia di partecipazione. 

Un'esperienza unica, un evento di fratellanza tra tutti i popoli in armonia, i veri valori dello sport.

Articolo di: Luca Scuriatti



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