Un eroe dimenticato

Peters Norman un eroe dimenticato

L'uomo bianco in piedi sul podio si chiamava Peter Norman era un bianco e veniva dall’Australia, un paese che aveva leggi di apartheid dure quasi come quelle sudafricane e ha pagato fino alla morta il suo gesto eroico che in tanti non hanno visto o hanno dimenticato.
Smith e Carlos avevano deciso di salire sul podio portando al petto uno stemma del Progetto Olimpico per i Diritti Umani, un movimento di atleti solidali con le battaglie di uguaglianza. Avrebbero ritirato le medaglie scalzi, a rappresentare la povertà degli uomini di colore. E avrebbero indossato i famosi guanti di pelle nera, simbolo delle lotte delle Pantere Nere (avendo un solo paio Norman suggerì di metterne uno a testa e così fecero).

Norman disse: “Io credo in quello in cui credete voi. Avete uno di quelli anche per me?“ chiese indicando lo stemma del Progetto per i Diritti Umani sul petto degli altri due.
Con loro c’era un canottiere americano bianco, Paul Hoffman, attivista che non esitò: “Gli diedi l’unico che avevo: il mio”.

I tre uscirono sul campo e salirono sul podio: il resto è passato alla storia, con la potenza di quella foto.

Le cose più dure capitarono a un eroe di cui nessuno si è mai accorto. Un atleta dimenticato, anzi, cancellato, prima di tutto dal suo paese, l’Australia. Come disse John Carlos “Se a noi due ci presero a calci nel culo a turno, Peter affrontò un paese intero e soffrì da solo”.

Quattro anni dopo Messico 1968, in occasione delle Olimpiadi di Monaco, Norman detentore del record di velocità non fu convocato nella squadra di velocisti australiani, fu trattato come un reietto, la famiglia screditata, il lavoro quasi impossibile da trovare.

Per anni Norman ebbe una sola possibilità di salvarsi: condannare il gesto dei suoi colleghi, ma lui non mollò e non condannò mai la scelta dei due americani.
Era il più grande sprinter australiano mai vissuto e detentore del record Australiano, eppure non ebbe neppure un invito alle Olimpiadi di Sidney del 2000. 

Norman morì improvvisamente per un attacco cardiaco nel 2006, senza che il suo paese lo avesse mai riabilitato, soffriva di depressione e alcolismo.

Al funerale Tommie Smith e John Carlos, amici di Norman da quel lontano 1968, ne portarono la bara sulle spalle, salutandolo come un eroe.

Solo nel 2012 il Parlamento Australiano ha approvato una tardiva dichiarazione per scusarsi con Peter Norman e riabilitarlo alla storia.

Articolo di: Pietro Frattini



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