Into the wild

In to the wild

McCandless nel 1990 si laurea con una media-voto molto alta all'Università Emory, ottenendo una specializzazione in Storia e Antropologia.
Benestante di famiglia, decise di attraversare l'Ovest Americano da solo senza mezzi di sostegno per una ricerca interiore (come indicò la sorella nel libro), dopo aver donato i suoi 24.000 dollari di risparmi alla Oxfam intraprese inizialmente il suo viaggio con la sua vecchia auto, una Datsun B210 gialla del 1982, un acquisto dell'ultimo anno di liceo, con cui amava viaggiare durante le vacanze scolastiche.
La Datsun fu in seguito ritrovata da un gruppo di ricercatori di fiori rari nel deserto del Mojave: all'interno McCandless aveva abbandonato tutto quello che aveva e bruciò parte dei suoi risparmi (tenne 300 dollari di scorta in una tasca nascosta) e gettò via la targa dell'auto, tenendo però con sé i documenti di identità.
Proseguì a piedi facendo autostop, girovagando tra Stati Uniti occidentali e Messico settentrionale, Georgia, Arizona, California e South Dakota.
Quando finiva i soldi si manteneva svolgendo lavoretti temporanei come il lavapiatti o il giardiniere. Per lunghi tratti si spostò a bordo di una canoa che lo spinse verso Nord.
Nell’aprile del 1992, quasi due anni dopo essere partito, giunse in autostop in Alaska, dove avrebbe vissuto l’ultima parte del suo viaggio e della sua esistenza.
Trascorse gli ultimi 112 giorni della sua vita nei boschi dell'Alaska, nel parco nazionale di Denali, avendo come unico rifugio un vecchio autobus abbandonato, trovato per caso, da lui chiamato Magic Bus (Bus magico, attualmente meta di pellegrinaggio da parte di coloro che sono rimasti affascinati dalla sua storia).
Per un certo periodo, Chris riuscì a sopravvivere con l'ausilio di pochi strumenti: un fucile Remington calibro 22, con cui poteva procacciarsi della selvaggina, una sacca di riso, un libro sulle piante commestibili del luogo, una mappa del luogo e altri semplici oggetti da campo.

Nel settembre del 1992 due cacciatori ne scoprirono il corpo a due settimane dal presunto decesso, ufficialmente è morto di fame (al momento del ritrovamento il cadavere pesava circa 30 kg). Aveva 24 anni.

Si ipotizza che McCandless avesse una ferita alla spalla o al braccio (come risulterebbe dalla famosa foto scattata davanti al bus pochi giorni prima della morte dove la manica destra della camicia sembra vuota) basandosi sulla nota di aiuto scritta da McCandless si crede che quella ferita abbia impedito al giovane di attraversare a nuoto il fiume Teklanika per scappare.

Pochi giorni prima di morire, quando aveva capito di essere stato sconfitto, scrisse all’interno del bus: “Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio a tutti e che Dio vi benedica!”.

Articolo di: Pietro Frattini



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