La quarantena del 1666, Newton intuisce le leggi dell’universo

La quarantena del 1666, Newton intuisce le leggi dell’universo

La città di Londra nel 1666 fu devastata dalla peste bubbonica, e in seguito distrutta da un vasto incendio.

Ma fu quell’anno il più fortunato della vita di Isaac Newton, che nel 1666 aveva 24 anni e si stava appena affacciando al mondo accademico. In quel periodo viveva a Londra mentre venivano emanate le leggi sulla quarantena per contenere la peste.

Newton possedeva una tenuta chiamata Woolsthorpe Manor. L’Università di Cambridge aveva chiuso e Newton aveva molto tempo e, come disse lui stesso:"Perché a quei tempi ero nel pieno della mia età (…) e pensavo alla matematica e alla filosofia più che in qualsiasi altro momento."

Newton poté dedicarsi a tempo pieno agli studi e agli esperimenti che lo porteranno a sviluppare le sue teorie sul calcolo, sull'ottica e sulla gravità.

A questo periodo risale la leggenda della mela caduta dall'albero, che diede allo scienziato lo spunto per studiare più a fondo e da una prospettiva diversa, le leggi del movimento gravitazionale. E a questo stesso periodo risalgono gli esperimenti in camera oscura che permisero a Newton di comprendere la natura della luce: studiando ciò che accade ad un raggio di luce  bianca che attraversa un prisma di vetro, intuì che il colore non è una qualità dei corpi (come si riteneva all'epoca) bensì una caratteristica della luce stessa.

Articolo di: Pietro Frattini



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