Elvis partecipa alle campagne di vaccinazione antipolio

Elvis partecipa alle campagne di vaccinazione antipolio

Nel 1952 il virus della poliomielite aveva fatto registrare centinaia di casi nel mondo, solo negli USA 58 mila casi, la paura negli Stati Uniti era così forte che furono molti i governi locali che minacciarono di “chiudere” i luoghi pubblici e bloccare le loro città in caso di epidemie di poliomielite.

Lo stesso Franklin D. Roosevelt, presidente degli Stati Uniti dal 1933 al 1945, morì mentre era in carica come presidente per le conseguenze debilitanti della malattia. 

Il virus penetra nel sistema nervoso centrale, dove colpisce di preferenza i neuroni motori, portando a debolezza muscolare e paralisi. A seconda dei nervi coinvolti, possono presentarsi diversi tipi di paralisi e conseguenza più o meno gravi negli anni.

«Il vaccino Salk contro la polio era appena stato prodotto e i bambini venivano vaccinati a milioni. Tuttavia, gli adolescenti, anche loro vulnerabili alla polio, non stavano prendendo il vaccino» si legge in un articolo dell’Observer, la campagna nazionale di vaccinazione antipolio, efficace per la fascia infantile ma non ancora “sentita” tra gli adolescenti, anch’essi soggetti a rischio.

Il re del rock’n’roll si sta godendo il successo di pezzi indimenticabili come Heartbreak Hotel, e stava per apparire all’Ed Sullivan Show nel 1956, quando gli viene richiesta la collaborazione per una sfida tutta medica: essere vaccinato contro la polio di fronte alla stampa prima dello spettacolo.

Nel 1956 Elvis Presley si vaccinò contro la poliomielite davanti alla televisione nazionale per promuovere la campagna per le vaccinazioni. Il gesto di Elvis contribuì alla scomparsa di questa terribile malattia.

Nel 1962 i casi di poliomielite erano scesi a 910.

Articolo di: Filippa Marinetti



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