Un mese di incendi in Australia

Un mese di incendi in Australia

L'Australia vista dall'alto in una visualizzazione in 3D ricavata dalla mappa interattiva dei roghi, realizzata da un servizio della Nasa. Nella ricostruzione grafica si vedono, anche se non si sono verificati nello stesso momento, tutti i roghi che hanno distrutto diverse zone dell'Australia in un mese, dal 5 dicembre 2019 al 5 gennaio 2020.

A realizzare la ricostruzione, poi condivisa da migliaia di utenti sui social, è stato Anthony Hearsey, un fotografo di Brisbane specializzato nella post-produzione che ha postato l'istantanea su Instagram. Lo stesso autore, nelle stories di Instagram, ha poi spiegato come ha operato per arrivare alla ricostruzione grafica di un mese di incendi, mostrando gli screenshot della mappa tratta dal Firms della Nasa che mostra quanto accaduto tra il 5 dicembre 2019 e il 5 gennaio 2020.
"La scala - scrive Hearsey nella didascalia dell'immagine su Instagram - è un po' esagerata a causa del bagliore del rendering. Si noti inoltre che non tutte le aree stanno ancora bruciando".
Firms è l'acronimo di Fire Information for Resource Management System ed è una sorta di database della Nasa in cui sono disponibili i dati sugli incendi entro 3 ore dall'osservazione.

Martedì 17 dicembre infatti l’Ufficio meteorologico nazionale (Bom) ha resitrato il giorno più caldo da quando ha iniziato le rilevazioni. La media della temperatura massima nel Paese è stata infatti di 40,9 gradi centigradi.

A Nullarbor, nell'Australia Meridionale, sono stati raggiunti i 49,9° centigradi; a Birdsville, nel Queensland, la colonnina di mercurio è arrivata a 47,7 ° centigradi; mentre ad Adelaide, una delle più popolose città australiane, i cittadini hanno dovuto sopportare 45,3° centigradi.

Articolo di: Filippa Marinetti



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