Nella Mortara e i ragazzi di via Panisperna

Nella Mortara e i ragazzi di via Panisperna

Nella Mortara nasce a Pisa il 23 febbraio 1893, dopo aver conseguito la laurea in fisica nel 1916 presso l’Università di Roma, diventò assistente di Orso Mario Corbino, già professore di fisica complementare, indi dal 1918 docente di fisica sperimentale. Nello stesso anno, alla morte di Pietro Blaserna, diventò a soli 25 anni direttore dell’Istituto fisico di via Panisperna.

I primi lavori pubblicati nel 1917 nel «Nuovo cimento» sulla caratteristica dinamica dei tubi per raggi X, si inseriscono saldamente nel solco della ricerca elettrotecnica portata avanti in quel periodo da Corbino in collaborazione con un altro suo assistente, Giulio Cesare Trabacchi. I due avevano infatti realizzato un dispositivo per la produzione di alte tensioni da utilizzare per alimentare i tubi a raggi X impiegati in radiodiagnostica e radioterapia. 

Nel frattempo, Corbino, divenuto senatore e pluriministro, aveva contribuito a realizzare condizioni favorevoli per la nascita del gruppo di giovani fisici che ruotava attorno ad Enrico Fermi: i famosi “ragazzi di via Panisperna”.

Inoltre, nel 1923, egli aveva investito risorse umane e finanziarie nella creazione dell’Ufficio del radio, un organismo di promozione e controllo dell’impiego delle sostanze radioattive nella ricerca fisica e in quella biomedica. Situato all’interno dell’Istituto di via Panisperna e diretto da Trabacchi, l’Ufficio, denominato dal 1925 Laboratorio di fisica della sanità pubblica, svolse un ruolo determinante nelle ricerche sulla radioattività indotta dai neutroni intraprese da Fermi a partire dal 1931, fornendo i costosissimi materiali necessari alla sperimentazione medesima.

Due anni dopo, Fermi scoprì la radioattività indotta dai neutroni e la proprietà delle sostanze idrogenate di potenziarla, aggiungendo un tassello fondamentale alle ricerche di fisica nucleare.

È noto come nel 1938 in seguito alle leggi razziali emanate dal regime fascista, in base alle quali docenti e studenti ebrei furono espulsi dalle scuole di ogni ordine e grado, il gruppo di via Panisperna si disperse.

Anche Nella venne radiata dall'Università nel 1939 e dalle associazione di cui era membro compresa la Società italiana per il progresso delle scienze.  Lasciata l’Italia, riparò in Brasile, a Rio de Janiero, presso il fratello maggiore Giorgio, già ordinario di statistica all'Università di Milano, che era partito nel gennaio del 1939.

La preoccupazione per la famiglia rimasta in patria anche dopo lo scoppio della guerra la convinse nonostante i rischi di essere deportata a ritornare clandestinamente a Roma nel 1941, ove visse nascosta in un istituto religioso in costante pericolo fino alla liberazione.

Dopo la guerra fu reintegrata all’università e, nel gennaio del 1949, le venne confermata in via definitiva l'abilitazione alla libera docenza in fisica sperimentale che ella aveva ottenuto già nel 1934. In ateneo tenne a lungo il corso di sperimentazioni fisiche al biennio propedeutico dell’Istituto di fisica. Nel 1958 entrò nel Reparto di microscopia elettronica del laboratorio di fisica dell’Istituto superiore di sanità, proseguendo nella ricerca in qualità di assistente di Daria Bocciarelli.

Si è spenta a Roma nel 1988, molte strade hanno l’onore di portare il nome di questa incredibile scienziata.

Articolo di: Pietro Frattini



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