La vera età di Gesù

La vera età di Gesù

I Vangeli non ci dicono niente sull’esatta data di nascita di Gesù: nonostante siano le fonti irrinunciabili su Gesù, non ci viene fornito né il giorno nell’anno. Sicuramente però la morte di Erode il Grande ha a che fare con questo evento. Erode muore nell’anno 4 a.C., secondo la maggioranza degli studiosi. Era quindi il suo trentasettesimo anno di regno, quando il sovrano muore a Gerico a settantasette anni. Appaiono meno probabili altre date (l’anno 1 a.C., o addirittura il 3 d.C.).

Ma qui interviene la vicenda del monaco scita Dionigi il Piccolo, che muore a Roma nel 526 d.C.: è questi a stabilire la nascita di Gesù il 25 dicembre dell’anno 753 dalla fondazione di Roma, probabilmente sbagliandolo per il 749 per un errore di calcolo.

L’anno 753 diventa così l’anno 1 dell’era cristiana, anche se correttamente dovremmo farlo diventare l’anno 3 a.C.: è noto, infatti, che l’anno 0 non è mai entrato in questo computo (infatti il numero 0 venne introdotto in Europa solo dal 1202 dal pisano Leonardo Fibonacci).

Tenendo conto perciò delle vicende di Erode, possiamo determinare l’anno di nascita di Gesù nell’anno 6 o 7 a.C., in maniera che i fatti narrati da Matteo circa i Magi e la strage degli innocenti abbiano modo di inserirsi in questa narrazione.

Calendario ed era cristiana sono rimasti quelli tradizionali, essendo impensabile rivoluzionare un conteggio degli anni ormai divenuto una convenzioneanche nei paesi estranei alle tradizioni cristiane.

Per ovviare alla scarsa attendibilità storica della datazione della nascita di Cristo e venire incontro alle aspettative dei non cristiani, viene talvolta adottata la locuzione “era volgare” (abbreviato in lingua italiana in "e.v."), da utilizzare in sostituzione al più comune dopo Cristo, in latino, post Christum natum. La locuzione, nella sua forma latina aerae vulgaris("secondo l'era di uso comune"), sembra essere stata utilizzata per la prima volta da Giovanni Kepleronel 1615.

Quanto all’anno della morte di Gesù, è necessario esaminare i dati in nostro possesso circa la Cena Pasquale. Il Vangelo di Giovanni parla della Parasceve in maniera diretta: «era il giorno della parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via…  Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù» (Gv 19,31.42).

Anche Marco parla della «Parasceve, cioè la vigilia del sabato» al momento della sepoltura di Gesù (Mc 15,42). Giovanni parla ancora della parasceve indirettamente: «condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua» (Gv 18,28).

Secondo il calendario ufficiale la parasceve (ossia la «preparazione»), era il 14 del mese di Nisan, l’ultimo giorno prima del plenilunio successivo all’equinozio di primavera.

Ora, ci sono due anni che hanno queste caratteristiche: una Pasqua che ricorre di sabato, corrispondente agli elementi che abbiamo dai Vangeli. Una nell’anno 33, e l’altra nell’anno 30 dell’era cristiana.

È così che, collocando la nascita nell’anno 6 a.C. e la morte nel 30-33 d.C., la vita di Gesù si estende ad un arco più ampio (circa trentasei o trentanove anni), trentanove anni è la più probabile anche per collocare meglio la sua missione pubblica dopo il battesimo di Giovanni.

Articolo di: Antonio Schivardi



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