L’influenza Spagnola, 100 milioni di morti

L’influenza Spagnola, 100 milioni di morti

L'influenza spagnola fu una pandemia influenzale, insolitamente mortale, che fra il 1918 e il 1920 arrivò ad infettare circa 500 milioni di persone in tutto il mondo, provocando il decesso di 50-100 milioni (dal tre al cinque per cento della popolazione mondiale dell'epoca).

La letalità le valse la definizione di più grave forma di pandemia della storia dell'umanità: ha infatti causato più vittime della terribile peste nera del XIV secolo.

All'influenza fu dato il nome di "spagnola" poiché la sua esistenza fu riportata dapprima soltanto dai giornali spagnoli, in quanto la Spagna non era coinvolta nella prima guerra mondiale e la sua stampa non era soggetta alla censura di guerra; negli altri paesi, il violento diffondersi dell'influenza fu tenuto nascosto dai mezzi d'informazione, che tendevano a parlarne come di un'epidemia circoscritta alla Spagna (in cui venne colpito anche il re Alfonso XIII).

Il tasso di mortalità globale della pandemia di influenza spagnola non è noto, ma si stima che dal 10% al 20% di coloro che sono stati contagiati sia deceduto. Con circa un terzo della popolazione mondiale infetta si può supporre che tra il 3% e il 6% dell'intera popolazione mondiale sia morto. 

L'influenza uccise fino a 25 milioni di persone nelle prime 25 settimane.

Complessivamente, sostengono i ricercatori, a uccidere gran parte delle vittime della spagnola non fu l'influenza vera e propria, ma un'infezione polmonare secondaria, di origine batterica, che oggi sarebbe curabile con gli antibiotici

Articolo di: Antonio Schivardi



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