L’esperimento di Tuskegee

L’esperimento di Tuskegee

Alcuni medici finanziati dal governo vollero sperimentare se malattie aggressive come la sifilide avessero un ciclo vitale, cioè se lasciandole agire o addirittura iniettarle in soggetti sani potesse in qualche modo provocare la morte dell’agente patogeno.

Iniziò così l’esperimento di Tuskegee, andato avanti fino al 1972, per studiare gli effetti della progressione naturale della malattia su un paziente infetto non curato. Furono reclutati 201 mezzadri di colore in perfetta forma fisica, ovviamente tenuti all’oscuro di tutto: a tutti loro fu inoculata la sifilide con la scusa di dare loro un vaccino contro l’influenza e da quel momento furono tenuti sotto osservazione senza essere mai curati, vennero solo illusi di esserlo.

Nel 1940 era già nota l’efficacia della penicillina come cura, ma i medici impegnati nell’esperimento rifiutarono sempre di utilizzarla per non interrompere lo studio. La cosa davvero agghiacciante è che non solo molte “cavie” morirono in maniera atroce, ma che i medici continuarono a mentire loro per 40 anni sostenendo che non soffrissero di sifilide, ma di “sangue cattivo”.

Non fu mai tentata alcun tipo di cura e ai pazienti veniva solo dato loro un placebo ( iniezioni di acqua distillata, del tutto inefficace). Il bilancio di quel mostruoso “esperimento medico” fu di 28 morti diretti di sifilide, altri 100 morti per complicazioni collegate alla malattia, 40 mogli dei pazienti infettate e 19 figli nati morti a causa di sifilide congenita.

La follia andò avanti 40 anni prima che una fuga di notizie ne imponesse la chiusura. Un esperimento basato su un’ipotesi assurda che in nome della scienza uccise soggetti sani in una lenta e devastante agonia

Articolo di: Antonio Schivardi



Stiamo inviando il tuo commento.

Lascia un commento