Puntura di ape

Puntura di ape

Il pungiglione delle api è dotato di piccoli uncini (che, una volta penetrati, lo ancorano alla cute punta) ed è collegato all’apparato digerente dell’insetto. Per questo, quando l’ape vola via dopo aver punto, il pungiglione resta ancorato alla pelle assieme alla parte terminale dell’apparato digerente. E l’ape muore.

Il pungiglione, conficcato nella pelle, continua però a esercitare la sua azione: infatti la muscolatura che sta attorno alle ghiandole velenifere continua a contrarsi, iniettando veleno anche dopo che l’insetto si è distaccato. Questo fa sì che chi è stato punto sia messo “fuori gioco” per un periodo più lungo.

Tutto ciò ha un senso dal punto di vista evolutivo: a pungere infatti sono le api operaie, che non possono riprodursi (compito che negli alveari è affidato alla regina e ai fuchi). Fra i doveri principali delle api operaie c’è invece la difesa dell’intera comunità, che è certamente molto più efficace se con una sola puntura si riesce a mettere il nemico ko.

Sono però fondamentali per la vita sulla terra, le api sono responsabili di circa il 70 per cento della impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta, garantendo circa il 35% della produzione globale di cibo.

Articolo di: Pietro Frattini



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