Lancio nello spazio della sonda Galileo

Lancio nello spazio della sonda Galileo

Galileo aveva il compito di studiare il pianeta Giove e tutti i suoi satelliti. Il suo lancio nello spazio avvenne il 18 ottobre 1989, ad opera dallo dello Space Shuttle Atlantis della NASA, nel contesto della missione STS-34, e il suo nome ricorda volutamente l’astronomo rinascimentale Galileo Galilei.

Dopo 6 anni di viaggio la sonda arrivò su Giove il 7 dicembre 1995. Galileo conquistò fin da subito una serie di primati: attuò il primo sorvolo di un asteroide, scoprì il primo satellite di un asteroide, fu la prima sonda ad orbitare attorno a Giove. In otto anni di missione completò 35 orbite e portò a casa notevoli risultati scientifici.

Innanzitutto provò la tesi della presenza di oceani liquidi sotto la superficie ghiacciata di Europa, uno dei satelliti di Giove; poi confermò un’estesa attività vulcanica su un altro satellite, Io, circa 100 volte maggiore a quella presente sulla Terra, e probabilmente molto simili, in quanto a calore e frequenza delle eruzioni, a quelle esistenti sul nostro pianeta durante la sua era primordiale; fornì le prove che Europa, Ganimede e Callisto possiedono un sottile strato di atmosfera; appurò che il sistema di anelli di Giove si è formato dalla polvere sollevata dallo scontro di un meteorite con uno dei satelliti interni e che l’anello più esterno è composto in realtà da due anelli, posti uno dentro l’altro.

La sonda Galileo venne costruita dal Jet Propulsion Laboratory, per conto della NASA. La massa dell’orbiter e della sonda era di 2.564 kg e arrivava ad un’altezza di 7 metri. Il software del computer di bordo era costituito da 650.000 linee di codice per il calcolo dell’orbita, 1.615.000 linee per l’interpretazione della telemetria e 550.000 linee per la navigazione. L’energia veniva fornita alla sonda da due generatori termoelettrici a radioisotopi.

La missione terminò il 21 settembre 2003, dopo 14 anni nello spazio, di cui 8 anni intorno a Giove e ai suoi satelliti. A fine missione l’orbiter fu inviato nell’atmosfera di Giove ad una velocità di circa 50 km/s per evitare ogni possibilità di contaminare i satelliti con dei batteri provenienti dalla Terra.

Articolo di: Antonio Schivardi



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