Le più grandi scoperte in medicina

Scoperte mediche

L'Anatomia; poichè studiare i cadaveri era considerato un sacrilegio, l'anatomia rimase oscura fino alla fine del medioevo. Fu il bolognese Mondino dè Luzzi a rompere il tabù nel 1315, che diede scandalo portando in una aula universitaria il cadavere di una donna per una dissezione.
Altri pioneri, specie per lo studio della circolazione sanguigna, sono stati fra il 500, e il 600, il belga Andrea Vesalio, e l'inglese William Harvey.

Il microscopio; inventato alla fine del 500, fu perfezionato dall'olandese Antonie Van Leeuwenhoek, che ne costruì uno capace di ingrandire 270 volte, con il quale osservò per primo i batteri, gli spermatozoi e i capillari. Chiarendo la struttura microscopica dell'anatomia, il microscopio ha permesso alla medicina di fare passi in avanti fondamentali. Nel 1931 fu inventato il microscopio elettronico, che permette ingrandimenti anche di 2 milioni di volte.

Esperimenti clinici; per capire se una cura funziona bisogna paragonare che cosa accade nei malati in cui questa viene applicata, e in quelli in cui invece non è usata. Questo principio è la base della ricerca in medicina, e fu introdotto nel 1747 dal medico di bordo scozzese James Lind, che sperimentò un regime alimentare contro lo scorbuto, malattia dovuta alla carenza di vitamina C. Ad alcuni marinai malati furono date razioni di cibo ricche di agrumi,ad altri invece fu consigliata una dieta diversa. I primi guarirono, i secondi no.

La vaccinazione; la scoperta che ha permesso di debellare malattie mortali come il vaiolo, e di tenerne sotto controllo molte altre, si deve all'inglese Edward Jenner, il quale ancora studente incontrò una mungitrice durante una passeggiata. Sebbene fosse in corso una epidemia di vaiolo, la ragazza disse di non temerlo. Anni dopo Jenner capì perchè: il vaiolo dei bovini rendeva i pastori resistenti alla forma umana. Per dimostrarlo, estrasse il liquido dalle vesciche del vaiolo bovino, e lo inoculò a un bimbo di 8 anni. Due mesi dopo gli iniettò anche del materiale infetto, e il bimbo non si ammalò.

L'anestesia: già nell'antico Egitto, e poi in Grecia e nell'Europa medioevale, i medici cercavano di anestetizzare i pazienti con oppio, cannabis, mandragola e altre erbe, ma i risultati erano scarsi. La svolta si ebbe nell'800, quando il protossido di azoto fu usato per la prima volta dal dentista americano Horace Wells. La messa a punto della tecnica con l'etere, più efficace, si deve al suo collega William Morton, che ne diede una dimostrazione pubblica nel 1846.

Le trasfusioni: attorno al 600, diversi medici tentarono di fare trasfusioni usando le pecore come donatrici. I risultati furono pessimi, e solo nell'800 l'inglese John Henri Leacock capì che quantomeno, donatore e ricevente dovevano essere della stessa specie. Le trasfusioni ebbero piena riuscita solo dopo il 1901, anno in cui Karl Landsteiner scoprì i gruppi sanguigni.

I raggi x: la scoperta che è alla base di tutte le tecniche che permettono oggi di vedere dentro il corpo risale al 1895. Il fisico tedesco Konrad Ròntgen stava conducendo un esperimento quando, improvvisamente, un pannello di fianco a lui divenne fluorescente. Ròntgen capì che la causa era un nuovo tipo di radiazioni, che si sprigionavano dall'apparecchio che stava usando, e che chiamò raggi x. I raggi attraversavano la carta, il legno e la stoffa, a erano schermati da materiali duri, come i metalli e le ossa. Lo scienziato lo dimostrò fotografando la mano di sua moglie colpita dai raggi x: l'immagine della mano scheletrica con la fede all'anulare fece il giro del mondo.

Gli Antibiotici: nel 1928, di ritorno dalle vacanze, il microbiologo scozzese Alexander Fleming si accorse che in una delle piastre in cui coltivava batteri, si era formata un'area in cui i microrganismi non erano cresciuti. Scoprì così che la causa era una uffa del genere Penicillium, da cui estrasse la penicillina, responsabile del fenomeno. Era il primo antibiotico a essere scoperto, ma occorsero anni prima di riuscire ad ottenerlo in una forma abbastanza potente per poter essere utilizzato per le malattie umane.

I Sulfamidici: hanno permesso di sconfiggere i batteri, assieme agli antibiotici, e furono scoperti negli anni 30 dal microbiologo tedesco Gherard Domagk, che sperimentò il primo sulfamidico sulla figlia malata. La sostanza era il prontosil, che di li a poco, fu messo in vendita nelle farmacie.

I trapianti: dopo molti fallimenti, si stava per abbandonare l'idea dei trapianti, quando nel 1956 al Brigham And Women's Hospital di Boston, si presentò un ragazzo con una grave insufficienza renale. Il ragazzo aveva un gemello identico, ed esperimenti precedenti avevano mostrato una certa compatibilità fra membri della stessa famiglia, e così il chirurgo Joseph Murray tentò il trapianto con successo. A scoprire la compatibilità fu, qualche anno dopo il francese Jean Dausset.

Articolo di: Pietro Frattini



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