Notte di San Lorenzo

In realtà le stelle cadenti si chiamano Perseidi, perché le si vede vicino alla costellazione di Perseo, e sono meteore visibili dal 10 al 13 agosto.

È stato l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli a collegare meteore e cometa. Il fenomeno è ciclico, lo si vede tutti gli anni. I Romani lo interpretavano come una pioggia propizia. Era il dio Priapo a mandarla per fecondare la terra dei campi.

Si tratta di sciami meteorici che si manifestano quando la Terra, nella sua orbita intorno al sole, interseca quella di una cometa e i frammenti che ha lasciato nel suo passaggio. Tali frammenti a contatto con l'atmosfera si incendiano lasciano le tipiche scie di luce.
La cometa Swift-Tuttle, dal nucleo di circa 10 chilometri, ha dato origine allo sciame visibile ad Agosto. Il suo ultimo passaggio è avvenuto nel 1992 e il prossimo avverrà nel 2126: quelle che vedremo in queste notti sono meteoroidi rilasciati durante le scorse orbite.

La tradizione popolare collega il fenomeno delle Perseidi al martirio di San Lorenzo, bruciato nel 258 proprio in questo giorno. Ecco perché in Italia le stelle cadenti sono chiamate anche ‘Lacrime di San Lorenzo’.
Scientificamente, invece, gli sciami sono fenomeni che ricorrono ogni anno intorno alla stessa data perché la Terra attraversa la stessa zona di spazio ogni anno. Non è vero che le stelle cadenti si possono osservare solamente il 10 agosto, anzi: quest’anno il picco sarà la notte tra il 12 e il 13 agosto, ma saranno tranquillamente visibili già dalla notte precedente. Se non ci sono nuvole vale la pena alzare lo sguardo ogni sera, dal 10 al 13

La fama della notte di San Lorenzo è stata amplificata anche da una poesia:X agosto di Giovanni Pascoli. Il poeta la compose in memoria del padre Ruggero, assassinato in circostanze misteriose il 10 agosto 1867. L’incipit è questo: «San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l’aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla».

Articolo di: Pietro Frattini



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