Morire per una rosa, la scoperta della penicillina

Nel Febbraio 1941 in un ospedale di Oxford, durante la guerra, era ricoverato un poliziotto di nome Albert Alexander in fin di vita per la setticemia causata da una piccola ferita infetta al lato della bocca per un semplice taglio con una spina di rosa.

Rivelatesi inutili le somministrazioni di sulfamidici, al poliziotto venne iniettata una dose di penicillina di 200 mg, scoperta nel febbraio del 1939 in fase di avvio di sperimentazione sull’uomo.
Accanto al suo letto non c'era Fleming, ma i suoi due collaboratori Chain e Florey; un netto miglioramento cominciò a vedersi. Purtroppo, le scorte di penicillina si esaurirono e Albert Alexander morì il 15 marzo 1941, ma l'efficacia del farmaco contro le infezioni fu definitivamente dimostrato.
In Gran Bretagna e negli USA cominciò una massiccia produzione del preparato.

Risulta doveroso ricordare che il medico molisano Vincenzo Tiberio già nel 1895 pubblicò all'Università di Napoli uno studio sugli effetti di questa muffa che egli notò in un pozzo vicino alla sua casa di Arzano.« Le proprietà di queste muffe sono di forte ostacolo per la vita e per la propagazione dei batteri patogeni » (Vincenzo Tiberio, 1895)

Articolo di: Pietro Frattini



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I vostri commenti

  • Luigi

    09 Agosto 2017

    Certo se si pensa agli antivax e agli anti medicina meriterebbero di tornare in quegli anni dove si moriva per l'iniezione di un taglio.

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