Nicola Grattieri, un agricoltore infiltrato in magistratura

Nicola Grattieri, un agricoltore infiltrato in magistratura

Nicola Gratteri nasce a Gerace il 22 luglio 1958, vive sotto scorta dall'aprile del 1989.

Il 18 Dicembre 2019 ha finito di scrivere 6 milioni di fogli di ordinanze. Ha fatto bloccare per 15 giorni la stamperia della Zecca dello Stato per stamparle. 4 camion del Ministero delle Finanze le avevano consegnate a 334 arrestati in tutta Italia. Tra loro anche un colonnello dei carabinieri, un cancelliere del tribunale, 4 avvocati, molti politici.

È stata la più grande operazione dai tempi del Maxi processo di Palermo. Oltre 3000 carabinieri impiegati. 2 anni di indagini, che quel giorno potevano andare in fumo per una fuga di notizie. Il blitz infatti sarebbe scattato all’alba del 20 dicembre, ma l’operazione è stata anticipata di un giorno.

L'11 giugno 2020, durante un'audizione alla Commissione parlamentare antimafia, Gratteri dichiara riguardo al suo lavoro di magistrato: «Io sono innamorato di questo lavoro, sono un tossicodipendente da questo lavoro. Ma se non pensassi che possiamo cambiare, farei un altro lavoro. Sono un agricoltore infiltrato in magistratura, potrei fare quello. O l’intrattenitore».

Ora un killer è pronto a farlo fuori. “È un morto che cammina”. In un’intercettazione i boss della ‘ndrangheta lo danno già per morto. Tutto questo mentre la cosiddetta “zona grigia” porta avanti un progetto di delegittimazione.

Dare il giusto risalto al suo lavoro alzerà il livello di protezione, dare risalto al suo lavoro è il modo migliore per proteggerlo ma non abbasserà la sua dedizione per sradicare la Malapianta. Lui è Nicola #Gratteri, Procuratore della Repubblica di #Catanzaro. In un’Italia spesso distratta e superficiale, c’è un Italiano sotto scorta da 30 anni che lotta per la legalità.

Grazie di tutto, Buon Compleanno Nicola.

Articolo di: Pietro Frattini



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