L'influenza Spagnola del 1918

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La pandemia di influenza spagnola del 1918, la più mortale della storia, infettò circa 500 milioni di persone in tutto il mondo, un terzo della popolazione del pianeta, e le stime dicono che provocò il decesso di 50-100 milioni di uomini. I primi focolai furono rilevati in Europa, negli Stati Uniti e in alcune parti dell’Asia, ma il virus si diffuse rapidamente in tutto il pianeta.

All’epoca non esistevano farmaci o vaccini efficaci contro questa terribile malattia ma furono attuati alcuni provvedimenti per tentare di fermare o rallentane la diffusione.

Furono chiuse scuole, teatri e attività commerciali e ai cittadini fu ordinato di indossare mascherine protettive.

Foto d'epoca influenza spagnola

Il nome nasce dal fatto che fu proprio la Spagna, non essendo coinvolta nella Prima Guerra Mondiale e quindi non soggetta alla censura di guerra, a dare per prima la notizia dell’espandersi di un’influenza piuttosto aggressiva.

Negli altri paesi la rapida diffusione del virus fu tenuta nascosta dai mezzi d’informazione che ne parlavano come di un’epidemia circoscritta alla Spagna.

Con un alto tasso di mortalità, l’influenza spagnola uccise prevalentemente giovani adulti precedentemente sani, complici le circostanze particolari del tempo, come malnutrizione, ospedali sovraffollati e scarsa igiene.

Molti degli ammalati morirono infatti di superinfezione batteriche, in genere dopo un periodo prolungato di degenza. Gli altri, invece, perirono per soffocamento, a causa di quella che venne soprannominata “bronchite purulenta”.

Dopo la letale seconda ondata avvenuta verso la fine del 1918, il numero di nuovi casi diminuì bruscamente, fino a quasi annullarsi.

Una spiegazione per il rapido declino della letalità della malattia potrebbe essere che i medici erano riusciti a migliorare la prevenzione e la cura della polmonite che si sviluppava dopo che le vittime avevano contratto il virus; tuttavia non tutti i ricercatori concordano con tale teoria.

Un'altra ipotesi è che il virus del 1918 abbia subito una mutazione rapida verso una forma meno letale, un evento comune nei virus patogeni, poiché gli ospiti dei ceppi più pericolosi tendono a estinguersi.

 

Articolo di: Pietro Frattini



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