Nascita, crescita declino e scomparsa di un movimento politico: Il Fronte dell'Uomo Qualunque

Nascita, crescita declino e scomparsa di un movimento politicos: Il Fronte dell

 

«Questo è il giornale dell'uomo qualunque, stufo di tutti, il cui solo, ardente desiderio, è che nessuno gli rompa le scatole.»

(Guglielmo Giannini)

L'8 agosto 1945 Giannini (commediografoscrive di dover accogliere il «grido di dolore» - citazione di Vittorio Emanuele II- che si levava da ogni parte d'Italia. Il 7 novembre successivo viene pubblicato il programma del futuro Fronte qualunquista.

Nasce come un movimento politico per divenire poi un partito.

I punti cardine del partito dell’uomo qualunque sono quindi:

- Partito antifascista e anticomunista;

- lotta ai partiti;

- lotta al capitalismo della grande industria;

- propugnazione del liberismo economico individuale;

- limitazione del prelievo fiscale;

- negazione della presenza dello Stato nella vita sociale del Paese.

La campagna politica è basata sull’odio e sul denigrare gli avversari politici con un linguaggio semplice che soddisfava i desideri e frustrazioni del popolo. I nomi degli avversari vengono storpiati: Calamandrei è chiamato Caccamandrei, Salvatorelli diventa Servitorelli, Vinciguerra è Perdiguerra. In particolare Togliatti e il PCI vengono bersagliati di attacchi e offese.

I personaggi presi più di mira compaiono in una vignetta che ha per titolo PDF (ossia "pezzo di fesso"). È una forma di umorismo, o meglio di satira, piuttosto pesante, di grana grossa, che arriva a trasformare l'espressione "vento del nord" (ossia la spinta a un rinnovamento morale, prima che politico, venuta dalla vittoria della Resistenza) in "rutto del nord". Ma è un umorismo che fa presa sugli scontenti (che sono milioni nel clima così difficile del dopoguerra), sugli epurati e su chi teme d'essere epurato.

Ottiene un incredibile risultato alle elezioni del 1946 con 30 seggi e primo partito in varie zone d’Italia, posizionando “l’uomo qualunque” in punti cardine del partito e quindi delle istituzioni: 1,2 milioni di voti, il 5,3 per cento del totale.

Il Fronte dell’uomo qualunque fu il quinto partito di quelle elezioni, elesse 30 membri dell’Assemblea Costituente e vide il suo fondatore Giannini raccogliere il terzo numero assoluto di preferenze personali, dopo De Gasperi e Togliatti.

il declinomè peró altrettanto rapido.

Nel 1947 il partito "qualunquista" non trova spazi e assume un atteggiamento più conciliante verso il quarto governo di De Gasperi, che aveva segnato l'estromissione dei comunisti dalla compagine governativa e addirittura in seguito farà aperture verso il PCI.

Dopo aver tentato un'alleanza con la Democrazia Cristiana e il MSI, Giannini si avvicinò addirittura al leader comunista Palmiro Togliatti, definito due anni prima «verme, farabutto e falsario».

Molti simpatizzanti dell'Uomo Qualunque, allibiti da questa scelta filo-PCI, abbandonarono l'ex-commediografo che, messo alle strette, rinunciò al patto d'amicizia con il PCI per stringerne un altro con il PLI (progetto naufragato per l'opposizione di Benedetto Croce).

Sciolto il partito, alle elezioni politiche del 1953 Guglielmo Giannini si candidò nella lista laziale della Democrazia Cristiana raccogliendo 13439 preferenze e risultando il 12º dei non eletti.

Il termine "qualunquismo", poi rimasto nel lessico politico con evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle istituzioni democratiche, di diffidenza e ostilità nei confronti della politica e del sistema dei partiti, di insensibilità agli interessi generali, che si traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui problemi dello Stato e del governo

Articolo di: Pietro Frattini



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