Churchill viene sconfitto alle elezioni del 1945 dopo aver vinto la guerra

Churchill viene sconfitto alle elezioni del 1945 dopo aver vinto la guerra

Molti si domandano come sia stato possibile che Churcill, dopo aver condotto e amministrato il Regno Unito durante il secondo conflitto mondiale, venne sconfitto nelle elezioni del 1945.

Sarebbe ovvio pensare che il “trionfante carro della vittoria” dava ampi margini di consenso e ammirazione.

Vale la pena di ricordare che le elezioni si erano tenute tre mesi dopo la fine della guerra, che i soldati, dovunque fossero, avevano partecipato al voto, che il nuovo governo fu costituito in meno di 48 ore e che il processo di transizione, in quel delicato momento internazionale, fu straordinariamente efficace.

Churchill era conosciuto e ammirato per il suo coraggio, per la foga dei suoi discorsi, per lo stile dei suoi articoli, per le sue qualità letterarie. Ma alla classe politica britannica non piacque la volubilità di cui dette prova passando dal partito conservatore al partito liberale e dal partito liberale al partito conservatore.

Sin dal primo dopoguerra Churchill era noto in Gran Bretagna per le sue battaglie contro la sinistra, non soltanto comunista, e per le sue idee conservatrici. Aveva approvato i metodi bruschi dei regimi autoritari contro le agitazioni operaie di quegli anni.
Aveva lodato Mussolini e dato la sensazione di comprendere le ragioni del sollevamento franchista.

Per queste ragioni Churchill fu politicamente utilizzabile soltanto quando gli avvenimenti, nel 1939, semplificarono brutalmente i termini della questione. Era fatto per l’emergenza e fu, durante la guerra, l’uomo di cui i suoi connazionali avevano bisogno. I suoi discorsi alla Camera, gli appelli al Paese, la sua oratoria, le sue battute, il suo volto e il suo sigaro divennero il ritratto della nazione. Ma non appena la guerra fu vinta, la Gran Bretagna volle ciò che Churchill non avrebbe mai dato, in quel momento, ai suoi compatrioti.

Dopo avere eroicamente combattuto per cinque anni e sopportato con fermezza, in patria e al fronte, i rischi e le privazioni del conflitto, la società britannica desiderava il programma sociale «dalla culla alla tomba » che un liberale, Lord Beveridge, aveva preparato negli anni precedenti e che i laburisti avevano promesso di realizzare.

Il piano Beveridge, insieme alle nazionalizzazioni che ne furono il necessario complemento, aveva il merito di dare una risposta agli umori socialisti che i sacrifici della guerra avevano suscitato nel Paese e nelle forze armate

Fu questa la ragione per cui Churchill, nelle elezioni dell’estate 1945, fu battuto.

Nelle elezioni successive, cinque anni dopo, Churchill ritornò al potere. Dopo avere digerito una dose di socialismo, la Gran Bretagna volle tornare al centro affidandosi nuovamente al vecchio Churchill. E questi, occorre riconoscerlo, accettò e conservò gran parte di ciò che i laburisti avevano fatto poiché un vero leader prosegue e non distrugge le cose che creano valore per il proprio popolo. È questa la democrazia.

Articolo di: Pietro Frattini



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