Il primo soccorritore di Robert Kennedy

Il primo soccorritore di Robert Kennedy

È il 5 giugno 1968 quando all'Ambassador Hotel di Los Angeles si consuma un pezzo di storia americana. Il neo vincitore delle primarie democratiche Robert Kennedy è nelle cucine dell'albergo a salutare il personale, quando un uomo comincia a sparare all'impazzata.

"Bobby" viene colpito, cade a terra, e il primo a soccorrerlo è il cameriere Juan Romero. Che oggi, a 50 anni dall'accaduto, parla per la prima volta di quell'esperienza all'Associated Press:

"Il senatore era arrivato in albergo il 4 giugno. Quella sera gli portai la cena. Entrai nella stanza e lo vidi in piedi girato verso la finestra mentre parlava al telefono. Terminò la chiamata e venne verso di me. Non ho mai dimenticato il modo in cui mi strinse le mani. Uscii convinto di aver appena incontrato il futuro presidente degli Stati Uniti"

Ma non fu così. La notte successiva si consuma la tragedia, proprio davanti agli occhi del cameriere colombiano, che allora aveva solo 17 anni:

"Ho cercato di soccorrerlo, ma non sapevo cosa fare. D'istinto gli sollevai la testa da quel cemento così freddo. Muoveva le labbra, mi avvicinai e lo sentii chiedere: «stanno tutti bene?» Io risposi d’istinto:« Si, andrà tutto bene». Poi arrivò la moglie Ethel che mi spinse via. In tasca avevo un rosario e lo misi tra le sue mani"

Oggi Juan Romero ha 67 anni e lavora come operaio asfaltatore. A mezzo secolo di distanza però, ancora non si capacita di quel che successe quella notte:

"Ancora oggi sono molto arrabbiato, perché a Kennedy non fu consentito di guidare quell'America fratturata, di fronteggiare la povertà e le discriminazioni"

Articolo di: Antonio Schivardi



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