La crisi dei missili di Cuba

La crisi dei missili di Cuba

Il 15 ottobre 1962 un aereo spia U-2 dimostra che i sovietici hanno iniziato ad installare missili nucleari nell'isola di cuba.

Gli USA si sentono giustificati a mettere il blocco navale attorno all'isola per impedire la consegna dei missili da parte dell'URSS. Sono le fasi iniziali di una prova di forza tra Stati Uniti e Unione Sovietica che terra il mondo col fiato sospeso.

Come reazione alla fallita invasione della Baia dei Porci del 1961 e alla presenza di missili balistici americani Jupiter in Italia e Turchia, il leader sovietico Nikita Chruscev decise di accettare la richiesta di Cuba di posizionare missili nucleari sull'isola al fine di scoraggiare una possibile futura invasione.

L'accordo venne raggiunto durante un incontro segreto tra Chruscev e Fidel Castro nel luglio 1962 e la realizzazione delle strutture di lancio dei missili venne avviata poco più tardi.

Gli Stati Uniti e la Casa Bianca aveva negato l'accusa di ignorare la presenza di pericolosi missili sovietici a 90 miglia dalla Florida. I sospetti vennero confermati quando un aereo spia Lockheed U-2 dell'United States Air Force ha prodotto evidenti prove fotografiche della presenza di missili balistici a medio raggio (R-12) e intermedi (R-14).

Gli Stati Uniti allestirono un blocco militare per impedire che ulteriori missili potessero giungere a Cuba, annunciando che non avrebbero consentito ulteriori consegne di armi offensive a Cuba e chiedendo che i missili già presenti sull'isola fossero smantellati e restituiti all'Unione Sovietica.

Iniziò la più grave crisi mondiale del dopoguerra, la prima tra nazioni dotate di arsenale nucleare.

Articolo di: Valentina Rossi



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