Morte di Benito Mussolini

Morte di Benito Mussolini

Era il 26 aprile 1945, nel corso di una ispezione da parte dei partigiani a Dongo viene riconosciuto, disarmato e catturato Benito Mussolini.

Il Comitato di Liberazione Nazionale aveva indicato nei giorni precedenti l'importanza dell'uccisione di Mussolini per la rinascita del paese.

La decisione di dar corso pratico al comunicato fu presa da coloro che detenevano Mussolini nell'arco di poche ore, in un contesto in cui era molto difficile mettersi in contatto con Roma. I tempi e i modi dell'esecuzione furono dettati anche dalla volontà di evitare interferenze da parte degli alleati, che avrebbero preferito catturare Mussolini e processarlo davanti ad una corte internazionale.

L’esecuzione ebbe luogo a Giulino, nel pomeriggio del 28 aprile; la Petacci fu colpita mentre si frapponeva tra i partigiani e Mussolini. Poco dopo, a Dongo, vengono uccisi anche altri gerarchi, per un totale di 15 persone più Marcello Petacci. L’intento era eguagliare il numero di partigiani fucilati per rappresaglia dai Tedeschi il 10 agosto 1944 ed esposti a piazzale Loreto a Milano.

I diciotto cadaveri vengono portati il giorno seguente nello stesso piazzale Loreto dove Mussolini, Claretta, suo fratello e quattro gerarchi vengono issati per i piedi alla pensilina di un distributore di benzina. Furono rimossi da una squadra di partigiani nel primo pomeriggio.

Articolo di: Filippa Marinetti



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